Rassegna storica del Risorgimento
CATTANEO CARLO; STORIOGRAFIA ITALIA
anno
<
1969
>
pagina
<
571
>
Gli studi mi Cattaneo.
571
zìone, a quali forze reali egli si collegasse, poiché la sua posizione e le sue proposle, anche se sostenute in nome dei principi della sana economia , non potevano non essere assunte in quelle discussioni tempestose, che come scelte dì partito . Comunque, come ha ben compreso l'Ambrosoli, questi sono anni .decisivi per la formazione di Cattaneo, sui quali non sarà inutile soffermarsi ancora.
Peraltro gli studi cattaneani hanno scarsamente approfondito un'indagine dei diversi momenti della biografia eattaneana. II risultato più macroscopica* mente rilevante, in senso negativo, di onesto ritardo consiste nella diffusissima opinione, alla quale ho già accennato, che considera Cattaneo lontano sempre per principio dalla vita politica. L'altra faccia della medaglia di questo giudizio è la non meno diffusa opinione, specie nella storiografia di sinistra , secondo la quale Cattaneo sarebbe l'esponente più autentico della borghesia più prò* gressista e avanzata; così la sua sconfitta nel Risorgimento corrisponderebbe al fallimento di quel moto come rivoluzione borghese conseguente. *) Ma anche a questo proposito la verifica deve scaturire dall'analisi storica concreta e non da un giudizio tutto sommato ideologico di un'età; con questo criterio è difficile comprendere il ruolo svolto da Cattaneo nel Risorgimento, a meno di non voler dare il problema per risolto, negando sic et simpliciter ogni sua presenza sul piano politico e riducendolo a un problema di cultura.
Non c'è dubbio che l'illusione razionalistica, insita nella concezione catta* neana della politica quale ... scienza della legislazione che spiana la via alla libertà, ossia alla ragione e alla scienza... , >a poteva difficilmente resistere di fronte alle violente scosse che la realtà in movimento provocava. Il concetto di arte come mediazione tra scienza e realtà, tra teoria e pratica, sarà un primo, insufficiènte tentativo di correzione di quella concezione razionalistica che con-siderava indiscussa la funzione dirigente della scienza nel mondo sociale e conseguentemente naturale il ruolo politico dello scienziato,3) così come i diversi
1) Si veda al proposito il giudizio di R. GBIECO in Stato operaio, a. VII (1933), D. 7, pp. 414422, Centralismo e federalismo nella rivoluzione italiana, dove il federalismo cattaneano viene definito il massimo sforzo in senso democratico della borghesia italiana (p. 420). Analogamente N. BOBBIO, Il '48 di C. Cattaneo, in Minerva, a. LVH (1948), n. 12, pp. 353-355, vede nelle posizioni cattaneane ... il tentativo più energico e insieme più puro di sviluppare il moto risorgimentale come rivoluzione borghese... (p. 354). Non cambia il giudizio di storici marxisti quali G. CANDELORO, I/esperienza del '48 nel pensiero politico italiano, in Quaderni di Rinascita, a. I (1948), pp. 69-76, o F. VALENTIN!, Interessi e principi di Cattaneo, in II Contemporaneo, a. IV (1957), n. 37, il quale sostiene che il fallimento del programma cattaneano, ideologia della classe borghese in ascesa, è dovuto al suo carattere troppo avanzato rispetto alla borghesia nel suo complesso.
2) Li BUXPERETTI, Osservazioni su alcuni limiti della storiografia etico politica e su un'interpretazione di Cattaneo, in Rassegna storica italiana, a. XLVI1I (1961), f. TV, pp. 611-626 ; le osservastioni hnlferettiane riguardano l'interpretazione di W. MATURI del pensiero storiografico cattaneano in Interpretazioni del Risorgimento, lezioni di storia della storiografia tenute a Torino nel 1946-47 e pubblicate da Einaudi, Torino, 1962.
) Su questo si veda G.. GAZZABRI, La. filosofiti liiiiìlè Cattaneo dì., che, périn non mi pare rilevi In relazione tra il formarsi di questa concezione e la decisione di Cattaneo di operare attraverso il suo Politecnico. Esso si presenta cioè corno uno dei risultati e teorici dell'esperienza degli anni 1835*'38.