Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO; STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1969>   pagina <574>
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Sergio La Salvia:
tnneo non fosse un isolato, ma l'interprete delle moderne esigenze della sua regione, e, nel '48, contro gli sviamenti in senso monarchico e moderato, il più conseguente assertore di esse.1)
A. Monti invece, ha illustrato gli ultimi momenti della vita pubblica di Cattaneo in quelle calde giornate, seguendo con viva simpatia il silenzioso e dignitoso ritiro dalla scena di colui che era stato uno dei protagonisti di qnei fatti.2) Ritiro comunque, non abbandono, poiché tutto l'impegno di Cattaneo, nei mesi e negli anni immediatamente successivi fu interamente dedicato a de* nunciare, non senza violenza, le responsabilità degli affossatori dell'insurrezione milanese. Gli scritti di Cattaneo sul '48 hanno suscitato in occasione del cente­nario di quegli avvenimenti, un vivace dibattito sul loro valore storiografico e sulla loro veridicità, dal quale, mi pare, al di là delle diverse interpretazioni di un e costà >, ne escano con un largo riconoscimento, tranne nell'opinione di chi ha voluto frettolosamente trovarvi una totale soggettività d'interpretazione degli avvenimenti per la manipolazione subita da uno scritto di Correnti pub-blicato nell'Archivio Triennale. a' Il movente della discussione svoltasi allora fu l'ampia e meticolosa analisi condotta dallo Spellanzon alla sua edizione dell'in-surrezionc di Milano-i*) da essa risultava che il re sabaudo, oltre a condurre male la guerra, aveva scientemente sacrificato Milano, lasciandola senza difésa in mano agli Austriaci dopo la sconfitta di Custoza. Quest'ultima tesi, che era an­che del Cattaneo, fu però respinta dal Fieri0) il quale in un successivo inter­vento, pur riaffermando la sua opinione su quel fatto specifico, consentiva coi giudizi di fondo espressi dal Lombardo sull'atteggiamento piemontese durante i preparativi e la condotta della guerra regia, )
del quale il Milanese non ebbe mai un atteggiamento superficiale, tanto che non fece mai professione di ateismo né sottovalutò mai il suo carattere di fattore del-Pinrivilimento e dell'ordine sociale. Una equilibrata impostazione del problema del rapporto tra cultura liberale laica e religiosa, anche con riferimento alla specifica situazione lombarda, si trova in L. SALVATORELLI, Il problema religioso nel Risorgimento in Rassegna storica del Risorgimento, a. XLUT (1961), f. 2, pp. 193-216.
i) N. SAPECNO, Cattaneo e il '48 cit., p. 268.
2) A. MONTI, L'esonero di Carlo Cattaneo dalle funzioni di ufficiale di pace nel 1848, in Atti e memorie del XXVtl Congresso di storia del Risorgimento, Milano, Cordoni, 1948.
8) A. OTTOLINT, Una memoria di Cesare Correnti sul '48 mutilata dal Cattaneo, in Studi sul Risorgimento in Lombardia cit., voL I, pp. 93-95.
4) C. CATTANEO, LHnsurrectìon de Milan a cura di C. SPELLANZON, Torino, Einaudi, 1942. A questa edizione ne seguì una seconda nel '46 e infine una terza nel '49 alla quale erano aggiunti i testi delle Considerazioni sul '48 e una nota conclusiva del curatore.
0} P. PIERI, La guerra regia nella pianura padana, in II 1848 nella storia italiana ed europea, scritti vari a cura di E. ROTA, Milano, Vallerai, 1948.
o) P. PIERI, Carlo Cattaneo storico militare della prima guerra d'indipendenza in Studi sul Risorgimento in Lombardia cit.. voi. I, pp. 9-44. Per una ricostruzione della discussione si vedano, oltre i testi già citati: C. PÌSCHEDHA, Recensione a L'in-surrection de Milan e le Considerazioni sul '48 di C. C. a cura di C. Spellanzon in Rivista storica italiana, a. LXI (1949), n. 4, pp. fi 1.6-622; C. SPELLANZON, Il vero segreto di Re Carlo Alberto, Firenze, Parenti, 1953; P. PIERI, Carlo Alberto daWAdda a Milano, in Nuova Rivista storica, a. XXXVili (1957), p. 5-6, pp. 527-543 ; C. PISCHBDDA, Un preteso piano di Carlo Alberto nel 1848 in U Risorgimento, a. VX (1954), f. 1, pp. 47-53.