Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno
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1919
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pagina
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564
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~* N. Campanini
affinohè il mondo romano e certo l'Italia nostra specialmente, dalle invasioni dei barbari fosse protetta, difesa e assicurata ? Onde avvenne che tea y-pi e noi intercedessero perpetui vincoli d'ogni genere di nece8situdini e che ci salutassimo col mutuo dolcissimo nome di amici e di fratelli. Della qua! cosa, come molte e da per tutto esistano le prove, cosi quella, di cui voi stessi foste ultimamente testimoni, è più di tutte luminosissima : quegli italiani che, militando sotto le bandiere dell'Austria, si trovavano presso di voi quando fortemente risorgeste alla libertà, non solo si rifiutarono costantemente di portare le armi contro di voi, ma con certissimo pericolo della propria vita si offrirono compagni e aiutatori a compiere l'onorata impresa. E che pensate di fare, voi ora, o strenuis-simi, che tuttavìa militate nelle schiere dell'esercito austriaco? Rivolgerete con empio attentato le armi contro i fratelli e prolungherete una guerra più che civile? Questo certamente aborirebbe dalla vostra prisca virtù e dalla fede; e la turpissima servitù, dalla quale di recente e così felicemente ci sottraemmo, graverebbe su noi, più dura e più intollerabile. Su dunque, agite, o sovra tutti nomini fortissimi ; rendeteci il cambio, amici, agli amici, fratelli, ai fratelli prestate aiuto; già troppo a lungo le nostre armi servinone ai disegni di tiranni infesti a noi stessi ; già troppo a lungo oontro i nostri agi, le nostre fortune, contro la stessa nostra libertà stoltamente combattemmo. Ora ciascuna gente ha diritto di combattere soltanto per sé, pei propri focolari e gli altari. :0rmai,e Dmrpadre e vindice del genere umano e quegli che in terra adempie le veci di Dio, Pio IX vogliono che siamo liberi. E voi, dunque, combattendo contro la libertà degli Italani, dèi fratelli, contrasterete la fatomtà divina, e vi opporrete ai desideri del santissimo Pontefice? Lungi sia questo disonore dalla preclarissima gente degli Tfhgheri; piuttosto insieme 'fl tf rivolgete le armi vittrici a toglierci di dosso l'antioo nemico; rifuggite di macchiare il nome Ungherese di tanta infamia, che mai nessuna età potrebbe distruggere; rinnovare coi fratelli italiani l'antico patto, affinchè, recuperata finalmente la libertà, e l'uno e l'altro di noi acquistiamo tfama immortale presso tutte le genti. .
E' una pagina solenne, a cui conferisce grandezza la magniloquenza ciceroniana, ma a Prospero Vianì,. sincero fino alla rudezza, che lo lesse primo, e l'autografo notò non senza orgoglio: scritto di pugno del prof. Ferrucci in casa mia l'aprile del 1848 , dovette