Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <565>
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/ proclami latini diretti dagli Italiani ecc. 865
sembrare, per la contenenza storica a per la forma, poco efficace a-gU intenti reali e immediati, quindi non utilmente difFondibile Ira 1 milizie. Altri forse convennero nel medesimo giudizio ; fatto è che il Ferrucci s'indusse a sfrondarlo e a renderlo più semplice, si aa essere compreso facilmente, togliendo tutto che alludeva agli av­venimenti recenti, su cui richiamava V attenzione dei Magnati. Ap:-pena modificato, fu stampato nella nuova redazione, e i volontari lo portarono con loro alla partenza, he avvenne il giorno 4 di aprile, dirigendosi per la da di Brescello a Mantova ohe era for­temente occupata dalle truppe di Radetzki, e eh sino dal primo aprile era stata dichiarata in istato d'assedio. A questo modo? aaaeque il quarto proelama.
Soldati ungheresi valorosissimi f
Quando il vostro popolo sorse fieramente a libertà, quegli Ita­liani che, militando sotto le infide bandiere dell'Austria, si trovavano presso di voi, non solo si rifiutarono costantemente di portare le armi contro di voi, ma, con. certissimo pericolo della propria vita, si offrirono compagni e aiutatori vostri.
Ora anche gl'Italiani tehe con voi gemerono per tanto tempo sotto il ferreo giogo della servitù austriaca, quasi eccitati da voce divina sollevarono il vessilo della libertà sotto gli auspici di Pio IX padre comune di tutti Cristiani. Su dunque, o fortissimi; ren­deteci il cambio; amici, agli amici, fratelli ai fratelli prestate aiuto.
Già troppo a lungo le nostre armi servirono ai disegni nefasti a noi stessi, già troppo a lungo contro il nostro vantaggio, le no­stre fortune contro la stessa nostra libertà, stoltamente combattem­mo per la dominazione dei tiranni. Ora ciascuna gente ha diritto di combattere soltanto per sé, pei propri focolari e gli altari.
Su, dunque, spezziamo a uno stesso tempo le catene di una durissima tirannide, non più con empio ardimento combattendo fra noi, ma congiunti nella perpetua alleanza delle genti-maggiori. Cosi Dio, padre del genere umano e vindice d' ogni delitto, GÌ darà vit­toria sui nemico esecrando, Dio che alle singole nazioni diede ca­rattere, lingua, diritti e confini proprii, non perchè l'ima opprimesse l'altra ingiustamente, ma perchè a vicenda ciascuna fosse di ausilio all'altra nel difendere la propria libertà e la propria dignità.
Ricordatevi finalmente voi essere discendenti di -antico sangue latino poiché voi siete le reliquie delle antiche legioni Romane, le quali, accampate un tempo sulle rive del Danubio, difesero stre-