Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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Valeria Fioroni Piacentini
giusta prospettiva, e cioè come parte integrante della politica orientale e danu-biano-balcanica del regno di Sardegna dopo il Congresso di Parigi del 1856 ed il suo ingresso nel concerto orientale. Di questo quadro ben più complesso, le relazioni con la Persia rappresentano un elemento che anche se secondario, ebbe una sua indiscutìbile funzione sia ai fini dell'unità nazionale aia ai fini del l'attività internazionale.
Già prima del Congresso di Parigi, l'idea di un'innegabile interdipendenza fra la questione nazionale e quella orientale era ben viva, e non solo nell'opinione pubblica italiana, ma anche fuori delle stesse frontiere d'Italia. *) Una volta conclusasi vittoriosamente la guerra d'Oriente, l'azione politica del piccolo Regno sardo, nelle mani di Cavour, assunse nuove dimensioni e, sia pur sempre in rapporto al problema italiano ed agli interessi dell'Italia in fieri, essa acquistò un respiro più ampiamente europeo ed internazionale. Lasciando da parte ogni veste di teorico, ma come uomo politico responsabile, dotato di estrema sensi* bilità e chiarezza di idee, Cavour si rese conto che tutta la * questione orientale nel suo complesso, a parte l'affare dei << compensi territoriali , poteva essere sfruttata in vista deli'nlteriore sforzo unitario, quale facile fonte di compii azioni di cui approfittare sia in funzione antì-asbnrgica sia in funzione anti-ottomana.
L'ingresso dello Stalo sardo nel concerto orientale e la sua compartecipa zione all'azione collettiva destinata a tutelare gli sviluppi di alcune nazionalità danubiane e balcaniche, faceva sì che il Piemonte, protagonista della crisi italiana, entrasse ora in possesso di una nuova arma diplomatica che, applicata in un campo ben più vasto trascendente quello italiano, avrebbe consentito di fugare quell'isolamento cui il predominio austriaco sull'Italia sembrava condannarlo. Pertanto, quella che fino ad allora era stala una tradizione di pensiero, di propaganda, di proponimenti, e cioè il collegamento ideale fra Po e Danubio, nelle mani del conte di Cavour si trasformò in azione politica e diplomatica varia e concreta; questa azione costituì uno dei cardini della attività internazionale di questo grande statista e, come direttrice fondamentale di politica estera, fu consegnata intatta alle generazioni successive.2)
L'interesse orientale di Cavour non si limitò, però, soltanto al settore danu-biano-balcanico, anche se questa fu indubbiamente il suo principale campo d'azione, nonché il più comunemente noto e studiato. Il conflitto di Crimea aveva già aperto una finestra anche sull'Oriente asiatico; la nuova posizione internazionale acquisita con l'ingresso nel concerto orientale, ed i successivi diretti contatti ed esperienze sempre nell'ambito del medesimo, non potevano infatti
-) Sulla connessione fra questione italiana e orientale, si rinvia a ANGELO TAM-noruu, Cavour e 'ì Balcani, Torino, 1958, in partirolare al cap. I, pp. 13-67; si veda anche BASILIO CMI.DKA, L'Iiatia nel concerto europeo (1861*1867), Torino, 1966, in particolare pp. 49-78. V. anche GUIDO QUAZZA, La politica orientale e balcanica del Regno sardo nel 1848-1849 in Rassegna storica del Risorgimento, 1948, pp. 151-167. Interessanti nono anche alcuni artico!] sul New York Tribune del 2 maggio 1854 (questo scritto da Carlo Marx); su 11 Crepuscolo di Carlo Tenca, 4 dicembre 1859; sulla: Rivista contemporanea dcll'ottobre-novcmbre 1856; e imita: Renne dea Deux Mondes.
Circolare di Kuyòtfr ai Capi delle Legiirioni, Torino, 1 aprile 1857, sulle principali direttive di politica estera dopo la firma del trattato del 30 marzo 1856 -Archivio Storico de] Ministero degli Affari Esteri (d'ora in poi alato ASMAE), Busta 30. Copialettere n. 7 della corrispondenza confidenziale dal Ministero.