Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <589>
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Italia e Persia 1852-1862
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non finire con l'attrarre l'attenzione di Cavour, sia pure in posizioni marginali, anche verso settori e problemi più lontani, che potessero offrire una qualche remota opportunità politico-diplomatica, o vantaggi di altra natura.
Se quindi, con profondo realismo politico, Cavour non trascurò mai ogni tentativo di inserimento in future immancabili crisi nei Balcani, anche l'Asia non gli fu estranea. Non gli sfuggi, infatti, che anche in questo settore si verifi­cavano crisi che avrebbero potuto contribuire all'allargamento del diritto sardo, e ben presto italiano, a sfere ancora più ampie, e ad un inserimento di questo fra i contrasti delle Grandi Potenze.
A queste considerazioni se ne aggiunsero indubbiamente altre e di altra natura. Anzitutto, specialmente con il successo garibaldino nel meridione, si ag* giunse la più matura coscienza del fatto che l'Italia, ormai, era destinata a dive­nire un paese sempre più compiutamente mediterraneo; di qui, la necessità di riservarsi, nel concerto orientale, la tutela di interessi vitali, propriamente mediterranei, che non potevano più essere trascurati in alcun modo. Infine, non bisogna dimenticare come dietro al Cavour sottile politico e consumato diplomatico, stesse sempre l'ex ministro delle Finanze, e dell'Agricoltura, Commer­cio e Marina. Quel Cavour che nell'estate 1856, orgoglioso di mostrare le proprie tenute modello di Leri al Commissario ottomano venuto appositamente a Torino per studiare il sistema agrario piemontese, scriveva al proprio amministratore rac­comandandosi di fare buona accoglienza onde il nostro nome suoni favorevol­mente a Costantinopoli e in tutto l'Oriente ,3 > questo Cavour appunto, non poteva certo fare a meno di avvertire le possibilità economiche di commerci con l'Oriente e specialmente con un paese come la Persia grande produttore di seta, in un momento in cui l'infezione delle sementi dei bachi affliggeva non solo i Regi Stati, ma anche altri paesi limitrofi, destando non poche preoccupazioni per le industrie nazionali ed estere.
Alla luce di queste considerazioni e sotto questo spirito, pertanto, possono èssere inquadrati vari episodi, come l'interessamento alla crisi libanese del 18602' e, successivamente, a quella della Siria;8) così pure, l'offerta fatta da Cavour al Russell nella primavera del 1857, di una fregata piemontese in ap­poggio alla spedizione anglo-francese operante sin dall'anno precedente contro
J V. toro CTIWBA, Lettera edite ed inedite di Camillo Griiìotir, Torino, 1886, Voi. VI, tenere n. MDXXVI e MDXXYH al Sig. Giacinto Cono, 19 giugno 1856, p. 241.
2) Cavour a Durando 1 Costantinopoli), 12 juiliet 1860 (sugli incidenti nel libano, incarico ai consoli del Re in Bayruth e Salonicco di tenere esattamente al corrente Durando degli avvenimenti e di attenersi alle di lui direttive), ASMAE, busta 487, copialettere dei dispacci dal Ministero degli Affari Esteri alla Legazione turca, disp. n. 11(1; Caruttl a Durando, 12 dicembre 1860, idem, disp. n. 123; Durando a Cavour, 17 aprile 1861, ASMA E, busta 811, Rapporti della Legazione in Costantino* poli, 186M862; V. anche B. CIALDE*, L'Ualin nel concerto europeo c.it., pp. 142.154.
8] Nigra a Cavour, 20 e 24 luglio 1860 (sull'intervento dell'Italia nella questione della Siria), ASMA E, busta 117, fase 7; Caruttl a Durando, 29 agosto 1860, ASMA E, busta 487; Cavour a Durando (Costantinopoli), 17 gennaio 1861, ASMAE, busta 487; Cantiti a Durando, 11 juillet 1861, ASMAE, busta 487; V. anche B. CIALDEA, L'Italia nel concerto europeo ciu p. 210 e sgg.