Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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Italia e Persio 1852-1862
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strato una fase particolarmente acuta. Profittando degli impegni britannici in Crimea, forti altresì dell'appoggio russo, le truppe imperiali avevano marciato vittoriosamente su Herat, occupandola. '' La reazione britannica non si era fatta aspettare: alla dichiarazione di guerra (dicembre 1856) era seguita una fulminea campagna militare intesa, mediante l'invasione del suolo persiano, ad esercitare forti pressioni sull'Imperatore perché ritirasse le proprie truppe da Herat e rinunciasse definitivamente alle sue ambizioni afghane. Il teatro d'azione delle operazioni militari britanniche fu il Golfo Persico: Kliarak, Bushehr, Forte Reshire, Mohannnarah, Ahvaz (primavera 1857).2) Tuttavia, ancor prima della dichiarazione di guerra inglese, Nàser od-Dln Shàh aveva deciso di inviare a Parigi un'ambasciata straordinaria con l'incarico di negoziare, con i buoni uffici di Napoleone III, una sistemazione delle divergenze anglo-persiane. Per guidare tale ambasciata era stato scelto Farrokh Khan AmXnol-Molk, funzionario di corte distintosi in incarichi amministrativi, il quale, per aver parte* capato al primo assedio di Herat (1832-1838), aveva anche una certa conoscenza della questione. s)
II 16 ottobre 1856, Farrokh khan giunse ad Istambul, dove si incontrò subito con l'ambasciatore inglese presso la Sublime Porta, Sir Stratford de Redcliffe, con il quale ebbe una serie di colloqui; questi, tuttavia, non approdarono a nulla, dal momento che il plenipotenziario persiano non acconsentì ad accedere alle dure ed intransigenti richieste inglesi. Fu in questo periodo
contro Herat: v. J. 0. LBVIN, L'Angleterre, la Russie et VAjgkanistan, in Monde Slave, 1931. II. 1-6. pp. 336-363; e F. RASKOLNIKOV, Rossia i Afghanistan, m Novny Voswh, 1923, n. 4, pp. 1248.
t) Il 26 ottobre 1856. La città fu presa in seguito ad un attacco massiccio organizzato da un geniere francese che serviva nell'esercito persiano, il Buhler. V. anche PERCV M. SYKES, A History of Persia, London, 1951, II voi., p. 349.
2) Sulla guerra anglo-persiana del 1857, P. M. SYKES, A History of Persia cit., p. 349 e sgg.; KHAN MALEK SASANI. Siyàsatpegheràn-e doureh-ye Qagiar (Uomini politici dell'epoca Qagiar), Teheran, 1960, pp. 29-31; per le operazioni militari, v. G. H. HUNT, Outram ani Havelock's Persian Campaign, London, 1858.
3) Su questa importante missione persiana, va segnalato il diario scritto dal Segretario dell'Ambasciata, Hosein Sarabi, su diretta ispirazione dello stesso Farrokh Khan, e stampato solo di recente. V. HOSEIN nw 'ABDOIAAH SARABI, Makhzan o'l-Vaq2ye'. Sharfth-e mo'mùriyyat va mosàferut-e Farrokh Khan Amìn od-Douleh (Tesoro degli Avvenimenti. Diario dell'incarico e del viaggio di Farrokh Khan Aniin od-Douleh), Teheran, 1344 Hg, sol./1966. Tale diario, di scarsissima importanza letteraria, è invece una fonte storica preziosa degli avvenimenti narrati, riccamente documentati anche da note, lettere e verbali ufficiali nonché, in aggiunta, da riproduzioni fotostatiche di documenti inediti riguardanti Farrokh Khan e la sua missione.
L'Ambasciata era composta da dieci membri. Vi partecipò anche Malkom Khan, che più tardi, mettendo a profitto questa esperienza, divenne uno dei maggiori statisti, diplomatici ed intellettuali della Persia dei Qagiar; fu attivissimo ambasciatore di Persia a Londra (1872-1891).
Farrokh Khan, 1814-1871, fu una delle personalità di maggior rilievo di questo periodo della storio persiana caratterizzato da corruzione, disfacimento morale e politico. Egli, infatti, soprattutto in questa missione, dimostrò notevole abilità diplomatica, forte serietà morale, rara dignità personale, ed una eccezionale intelligenza e sensi-bilità per le questioni e civiltà europee. Neil so citato diario è compreso anche un interessante e complèto cenno biografico dell'AmTn od-Douleh, a cura di un suo diretto discendente: Hason 'ali Chaflari, Mo 'aven od-Douleh, pp. 344.