Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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Valeria Fiorarli Piacentini
intenso e convulso, in mezzo ad un susseguirsi di notizie, ordini e trattative, che Farrokh Khan fu avvicinato dal rappresentante sardo. La proposta di un trattato di amicizia da stipularsi col Piemonte sembrò subito, al diplomatico persiano, un'ottima carta di cui avvalersi, anche e soprattutto in caso di fallimento delle trattative con la Gran Bretagna, per rafforzare l'incerta posizione internazionale della Persia. Sotto questo profilo, il Piemonte si trovava in una posizione particolarmente favorevole; alla corte persiana esso era tenuto in gran conto ed in altissima stima sia per il valore dimostrato nella recente vittoriosa guerra contro la Russia a fianco della Francia e della Gran Bretagna, sia perché amico ed alleato delle due Grandi Potenze con cui la Persia ora andava cercando un'intesa. H Piemonte, a Teheran, aveva inoltre sempre goduto fama di Stato piccolo, ma forte, Stato indipendente, disinteressato, senza particolari mire sul territorio persiano (a differenza invece, delle altre Grandi Potenze le cui ripetute offerte di amicizia e di alleanza non erano mai state ispirate da motivi disinteressati), e pertanto, un potenziale alleato di cui potersi adesso fidare nel modo più completo. l
Il 22 dicembre, apparse inaccettabili le proposte inglesi, ed essendo nel frattempo scoppiate le ostilità fra Gran Bretagna e Persia, Farrokh Khan abbandonò Costantinopoli diretto a Parigi.2) Qui lo raggiunse l'ordine dello Scià di aprire immediatamente negoziati per la pace con la mediazione francese. H 4 marzo 1857 fu firmato a Parigi il Trattato di Pace con la Gran Bretagna.3)
*) Va ricordato come diversi officiali italiani prestassero servizio nelle file dell'esercito persiano in veste di istruttori. Di questi, alcuni provenivano dalle fila del disciolto esercito del primo Bonaparle; altri, da quelle del Regio esercito di Sardegna. Tutti costoro, giunti in Persia dopo varie peregrinazioni ed avventure, erano stati inquadrati nell'esercito regolare dello Scià, sempre in cerca di istruttori europei per le proprie truppe, dove avevano raggiunto anche alti gradi, guadagnandosi la stima e la fiducia più completa del Sovrano. Si possono fare i nomi di Napoleone Gioacchino San Martino di Chiesanuova e di suo nipote Agostino (Melégari a Cerniti, 12 giugno 1862. Registro copialettere corrispondenza dal Ministero degli Esteri al Capo della Missione straordinaria in Persia, ASMA E, Busta 19, disp. n. 9. Il Cerniti viene incaricato di precise indagini, se possibile, su questi due personaggi), e dei colonnèlli Pesce, Andreini. Giannnzzi, Barbara e Materasso. Questi ultimi furono incontrati perso* nalmente dalla Missione italiana in Persia del 1862. Si veda FILIPPO DE FILIPPI, Note di un viaggio in Persia nel 1862, Torino, 1865, pp. 216-217. Dei primi due, si sa che l'Agostino, nel 1848, era al servizio della Turchia e che si. trovava a Trebisonda quando aveva deciso di passare in Persia. Napoleone Gioacchino, Invece, era stato tenente nel Regio esercito; quindi era stato trasferito all'Intendenza di Guerra, e nel 1855 si era allontanato dai Regi Stati per raggiungere il nipote. V. anche nota 2, p. 621.
2) Per completezza, si segnala come, prima di abbandonare Costantinopoli, Farrokh Khan avesse soUoseritto un Trattato d'amicizia e di commercio con gli Stati Uniti (13 dicembre 1856); testo in J. C. HUBEWITZ, Diplomacy in the Ifear and Middle Ea.it. A documentary Record, Princeton, 1956, I voi., pp. 158*161.
8) Testo in: J. C. HUIIEWITZ. Diplomacy in the Near and Middle East cifc, I, pp. 161-163. In merito alla data del Trattato di Pace, va notato come essa sia anteriore al termine effettivo della cessazione dalie ostilità tra Persia e Gran Bretagna. Ciò è dovuto al fatto che le trattative di pace avevano avuto inizio immediatamente dopo la caduta di Bushehr, concludendosi il 4 marzo con la firma del Trattato, prima che avesse luogo la spedizione Inglese sul fiume Karun e In presa di Abvns, Ciò va addebitato oUa mancanza di comunicazioni telegrafiche con la Persia;, pur cui la firma delia pace aveva raggiunto il generale Outram soltanto ad operazione compiuta.