Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; 1848 ; UNGHERIA
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1919
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566
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666 JV. Campanie
ntiamente l'Impero Romano cosi l'Italia nostra dalle invasioni dei barbari.
E' difficile dire quanto ancora rimanesse di sangue romano nelle vene degli ungheresi. IPannoni i Daei ed i Gfermàni, che avevano abitati i paesi corrispondenti all'Ungheria, avevano, e vero, ceduto alle legioni di Angusto dopo lunga ed eroica resistenza, ma poi vi avevano preso stanza i "Vandali, i Goti, gli Unni, i Gepidi, i Longobardi e gli Avari, che nel 799 furono assoggettati da Garlomagno. Tuttavia questo argomento, più indulgente alla retorica che 'ossequente olla storia, dovette sembrare almeno opportuno di efficacia, se venne mantenuto nei due proclami; i quali del resto, a quanto è nei ricordi, non ebbero nessun effetto né subito ne più tardi.
Più tardi qualche diserzione avvenne, e Gherardo Nerucci in una lettera alla madre, in data del 24 maggio, sorisse: Gli ungheresi continuano a disertare ; ma il fatto non era dovuto al proolama latino, si bene a trn proclama ungherese, alla traduzione cioè della risposta a quello di don Gaetano Chierici, diretta ai Fratelli Italiani . Difatti nella stessa lettera il Neruoci aggiunge: Da Goito, per mezzo di gente che travestita entra in Mantova, han mandato agli ungheresi diverse copie in loro lingua di quell'indirizzo che la Dieta ungherese mandò ai fratelli italiani. Speriamo che farà buon frutto .
Il Ferrucci era stato di coloro ohe non si erano arresi all'invito del Governo granducale di tornare alle loro cattedre, anzi aveva capeggiata la protesta dei professori e degli studenti formulata a Reggio. La mattina del 23, appena l'ordine del giorno ebbe annunciata la partenza pel di seguente, essendo state le truppe toscane insieme con le napoletane e le pontificie destinate a concorrere all'assedio di Mantova, egli fera i primi invocò dal colonnello comandante, conte cav. De Laugier, di partire insieme col Battaglione, nel quale militava pure suo figlio.
Il giorno dopo, per Castelnovo di sotto giunsero a Breséello, donde poi, passato il Po da Gasalniaggiore, si recarono a Bozzolo. Yi sostarono fino al 5 di maggio, raggiungendo per Motteggiana Le Grazie. Dal 20 di maggio non si mossero che la mattina del 29 per dirigersi a Ourtatone, dove, scrisse il Livak Ferrucci capitano e suo figlio seppero mostrarsi degni del nome che portano .
Fu durante questi spostamenti ch'egli sorisse e fece stampare un nuovo proclama, il solo che sia conosciuto di lui, del quale si conserva un esemplare nell'archivio universitario di Pisa.