Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <601>
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Italia e Prsh 1B52-1862
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il grado di Ministro residente, ed il compito ufficiale di 4 ispezionare i Consolati di S.M. in Oriente.
Nelle istruzioni confidenziali e riservate del 18 settembre 1860, Cavour, invece, manifestò senza véli il suo animo e le sue intenzioni:
Ella conosce, Signor Ministro, quanto siano numerose ed intime le connes­sioni esistenti fra la Questione d'Oriente e la questione italiana: Ella non ignora al­tresì che dallo stato e dalle aspirazioni degli abitanti del Danubio può dipendere al* meno in parte che si compia con maggior prontezza e migliore probabilità di buon esito l'impresa dell'acquisto dell'indipendenza italiana.
La Missione d'ispezione che il Governo Le affida Le darà opportunità di studiare questo duplice argomento in modo da procacciare al Governo del Re tutte le no adoni necessarie per definire la linea di politica più conforme agli interessi italiani nella questione d'Oriente, e da porla in grado di trar profitto in date eventualità, delle modificazioni che il progresso dei tempi sembra dover recare nelle condizioni dell'Europa Orientale... -),
La missione non poteva essere affidata a persona più adatta, considerato non solo che nel 1849 Cerniti, come console a Belgrado, aveva assolto a mansioni molto analoghe, '2) ma considerata altresì la vasta esperienza che egli aveva acquisita di quei paesi e di quelle popolazioni.
Contemporaneamente, si è detto, veniva deciso anche l'invio di un secondo contingente di armi nei paesi danubiani; la decisione del Governo sardo veniva incontro alle continue richieste del Comitato magiaro (settembre 1860). L'im­presa, però, fu condotta dal principio alla fine con imperdonabile leggerezza, suscitando numerosi inconvenienti diplomatici. Le armi (50.000 fucili, 12 bat­terie di cannoni e relative munizioni, duemila sciabole e uniformi magiare), tratte dagli arsenali di Genova e di Torino, furono caricate sulle navi Tito, Emma, Giuseppe, Matilde ed Unione, alla luce del sole, senza alcuna preoccu­pazione di mantenere segreta, o quanto meno riservata, una simile operazione Altra grande imprudenza fu quella di far ritornare a Costantinopoli proprio il generale Klapka, già ampiamente compromesso. In queste condizioni, i primi sospetti sollecitarono subito un'attenta vigilanza soprattutto da parte austriaca, i cui rappresenanti furono pronti a pretendere l'intervento delle autorità della Porta. Le prime tre navi furono visitate ed arrestate a Salina da navigli da guerra ottomani. Alla fine di novembre, la macchinazione era ormai totalmente sco­perta e, quel che è più grave, scoperta totalmente in flagrante. Le reazioni delle Potenze furono fra le più vivaci. A ciò si aggiunga la contemporanea missione di Cerruti che, sin dall'inizio, era stata mal vista da parte delle autorità au­striache.
Benché la partecipazione sarda all'affare delle armi fosse quanto mai palese, Cavour diede istruzioni ai suoi rappresentanti di continuare a negare decisamente ogni implicazione del Governo sardo nell'impresa; egli stesso rila­sciò analoghe dichiarazioni al rappresentante inglese a Torino.8) Nonostante
1) Cavour a Cerniti, 18 settembre 1860, ASMAE, Busta 120-Turchia.
2) Si veda in merito l'articolo di S. MAHKUS, La missione del console Marcello Cenuti nel 1849 rit.
s) Cavour a Durando, 17 gennaio 1861, in ASMAE, Busta 488; Hudson a Russell, Turin Dee. 9,1860, in G. GtAantzzo, Le relazioni diplomatiche fra la Gran Bretagna ed