Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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1969
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Italia e Perda 185J862
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vespaio, beh lungi dalle intenzioni del Governo sardo, e le cai portata non era affatto proporzionata all'ampiezza degli interessi piemontesi nell'Europa dami-biano-balcanica, in un momento in cui le decisive vicende dell'unificazione imponevano invece una condotta più canta e diplomatica, ed un ripiegamento. anche se solo temporaneo, dal preferito terreno rivoluzionario balcanico-dann-liiann. Viceversa, la benevolenza della Gran Bretagna era quanto mai necessaria Pertanto, alla fine di dicembre, per cercare di placare almeno in parte l'allarme dell'Inghilterra, preoccupatissima per un eventuale disegno sardo ai danni dell'indiscutibile integrità dell'Impero ottomano o di quello asburgico,1 Cavour decise di tagliar netto a tutte le divagazioni sulla tanto contestata missione Cerniti incaricando ufficialmente e pubblicamente il proprio rappresentante di un'altra missione, ben più neutrale , ossia quella di recarsi in Persia per concludere con il Sovrano di quel paese un nuovo Trattato. 2>
1) Russell a Hudson, 6 dicembre 1860 (... il will noi do for Cavour to nndermine the Austrian and Turkish provinces ori the Dainibe, and there to Bay that the tronbles on thè Danube force him to attack Venelia), in G. GIARRIZZO, op. cit., Vili, p. 261.
2) Carutti a Durando, 20 dicembre 1860, ASMAE. Busta 487, copialettere dispacci dal ministero degli Affari Esteri alla Legazioni in Turchia, disp. n. 125; Carutti a Gropello, 21 dicembre 1860, ASMAE, Busta 447 - capialettere dispacci dal ministero alla Legazione in Parigi, disp. n. 735. Si ricorda che i rapporti con la Persia si svolgevano tramite il rappresentante dello Sbah a Parigi, accreditato anche a Torino. V. anche App., doc. III.
Su questa missione di Cerniti sì veda anche Episodi diplomatici cit., a cura di CESARE DURANDO, pp. 101-102; A. TAMBOKRA, Cavour e i Balcani cit. p. 134 e sgg. e A. PIEMONTESE, Le relazioni fra Italia e Persia cit., p. 549. In questi lavori, nella missione di Cerniti si è voluto vedere un incarico di copertura della contemporanea > spedizione di armi sul Danubio (* Intanto Marcello Cernitii, con rango di ministro residente veniva destinato a Costantinopoli col pretesto di una missione politica e commerciale in Persia, ma col compito più vero di sovrintendere personalmente a questo nuovo tentativo di portare il fuoco dell'insurrezione sul Danubio. La sua è definita da Cavour come una missione d'ispezione con istruzioni speciali da lui personalmente stilate il 18 settembre 1860. < in previsione di probabili avvenimenti , perché, egli scrive, dallo stato e dalle aspirazioni degli abitanti della valle del Danubio può dipendere almeno in parte che si compia con maggior prontezza e migliore probabilità di buon esito l'impresa dell'acquisto dell'indipendenza italiana [Asme, Busta 120 Turchia], A. TAMBORRA, op. àt pp. 134-135). In effetti, alla luce di quanto già premesso, ci sembra che solo scindendo le < istruzioni confidenziali del 18 settembre 1860, dall'incarico del 20 dicembre 1860 sia possibile mettere nel giusto fuoco la missione persiana di Cerniti. Nelle istruzioni del 18 settembre, nessun accenno è fatto da Cavour ad eventuali interessamenti alla Persia; esse si riferiscono in maniera inequivocabile esclusivamente alla politica balcanico-danubiana. Quando il 20 dicembre a Cerniti fu conferito l'incarico di occuparsi della missione in Persia, l'affare delle acmi era già stato scoperto da un paio di mesi circa; pertanto, la missione in Persia più che una copertura della contemporanea spedizione delle armi, ci sembra più esatto che vada intesa come una eventuale riparazione del fallito tentativo di < portare il fuoco dell'insurrezione sul Danubio .
Volati accenni alla missione di Cerniti in Persia si trovano anche in una lettera di RicaHoIi al fratello, Lettere e documenti del Barone B. lt.. a cura di M. Tabarrini e A. Gotti, Firenze, 1892, VII, pp. 56-58; e in CORRADO MASI, Italia e Italiani neTOriente Vicino (1800-1935), Bologna, 1936. p. 45, e, dello tesso autore, L'Italia e il Levante nella storia politica e diplomatica contamparanea (1815-1934), in L'Italia e il Levante, Roma, 1934, p. 60.