Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <604>
immagine non disponibile

604
Valeria Fiorarti Piacentini
Cerniti non dovette captare subito il vero significato dell'improvvisa, quanto inaspettata, decisione di Cavour; infatti, al dispaccio del ministero recante la notizia della sua nomina a ministro di Sua Maestà in Persia e le istruzioni relative alla nuova missione, replicò chiedendo la propria sostituzione per motivi di saluto.1) In effetti, probabilmente, egli non si rese subito piena­mente conto delle ragioni superiori che avevano richiesto in quel particolare momento nn suo temporaneo sacrificio; pensava di essere più. utile restando sul luogo, mentre, per motivi di politica internazionale, la sua presenza era più dannosa che utile. L'incertezza fu però brevissima; di fronte alla fermezza del suo ministro degli Esteri, il 6 febbraio 1861 di dichiarava a completa disposi* zione del Governo per la missione affidatagli, e chiedeva l'invio di un inter­prete, di decorazioni per lo Scià, di una carta geografica della Persia, dell'Ar­menia e del Caucaso, e di eventuali donativi.2) Segui uno scambio di dispacci sui particolari della missione: equipaggiamento, itinerario, decorazioni e dona­tivi. Alla fine, questa risultò composta dal cavaliere Marcello Cerniti (ministro residente in disponibilità) come capo della missione, e da altri due membri: il signor conte Fé d'Ostiani, pruno segretario, e il cavaliere Giannotto, secondo segretario.s' H 12 marzo Cernili annunciò di essere pronto a partire per i primi di aprile via Poti; nello stesso dispaccio comunicava anche di aver saputo dal ministro di Persia a Costantinopoli, MIrzà Hosein Khan, che a Teheran l'at­tesa per la missione italiana era vivissima e che erano state riservate lungo tutto il percorso accoglienze grandiose; infine, chiedeva istruzioni sulla latitudine degli impegni da assumere circa le decorazioni.4 J
A questo punto, quando la Missione era ormai pronta a partire, dal mini* stero arrivò nn improvviso ma preciso contrordine. Il dispaccio di Cerniti del 12 marzo si incrociava con un altro dispaccio riservato e confidenziale di Ca­vour, in cui questi dichiarava che poiché in gran parte erano cessate le ragioni di convenienza che avevano dapprima suggerito l'invio dì una Missione straor­dinaria in Persia, egli aveva creduto opportuno, per ora, sospenderne l'attua­zione. Nel tempo stesso, Cavour confidava nel Cerniti, per un motivo plausibile
t) Cerniti a Cavour, 9 gennaio 1861, ASMAE, Busta 19, Persia, fase. 3. V. anche App., doc. IV.
2) Cerniti a Cavour, 6 febbraio 1861, ASMAE, Busta 19, Persia. V. anche App., doc. V.
*) Canuti a Cerniti, 23 febbraio 1861, ASMAE, Busta 487, Dispacci dal Ministero degli Affari Esteri alla Legazione in Turchia; e Curimi a Giannotti, Fé e Visconti, 23 febbraio 1861, ASMAE, Busta 487. Cerniti a Cavour, 24 febbraio 1861, ASMAE, Busta 19, Persia. Canuti a Cerniti, 28 e 29 febbraio 1861, ASMAE, Busta 487. Alla missione avrebbe dovuto partecipare anche il conte Guido Visconti, quale applicato; egli, invece, rispose di non potervi prendere parie, Canuti a Cerniti, 28 febbraio 1861, Busta 19.
4) Cernili a Cavour, 12 marzo 1861, ASMAE, Busta 19, Persia.
I rapporti tra i due paesi attraversavano un periodo quanto mai favorevole. Ai primi di febbraio, a Torino era giunto un nuovo ambasciatore persiano, Hasan 'Ali Khan, latore di lettere e diplomi di NSser od-Dìn Sitali per Vittorio Emanuele IL Egli fu accolto con molta cordialità dalle autorità italiane, che ricambiarono doni e decorazioni; non poteva presentarsi occasione più favorevole per dare ulteriore riso­nanza all'ottimo stato dei rapporti fra Italia e Persia e, conseguentemente, alla mis­sione Cerniti. Hasan 'Ali Khan a Cavour, 22 febbraio 1861, ASMAE, Busta 246, Lega* zione di Persia (ringrazia per la decorazioni e le accoglienze ricevute a Torino).