Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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Valeria Fiorarti Piacentini
Cerniti non dovette captare subito il vero significato dell'improvvisa, quanto inaspettata, decisione di Cavour; infatti, al dispaccio del ministero recante la notizia della sua nomina a ministro di Sua Maestà in Persia e le istruzioni relative alla nuova missione, replicò chiedendo la propria sostituzione per motivi di saluto.1) In effetti, probabilmente, egli non si rese subito pienamente conto delle ragioni superiori che avevano richiesto in quel particolare momento nn suo temporaneo sacrificio; pensava di essere più. utile restando sul luogo, mentre, per motivi di politica internazionale, la sua presenza era più dannosa che utile. L'incertezza fu però brevissima; di fronte alla fermezza del suo ministro degli Esteri, il 6 febbraio 1861 di dichiarava a completa disposi* zione del Governo per la missione affidatagli, e chiedeva l'invio di un interprete, di decorazioni per lo Scià, di una carta geografica della Persia, dell'Armenia e del Caucaso, e di eventuali donativi.2) Segui uno scambio di dispacci sui particolari della missione: equipaggiamento, itinerario, decorazioni e donativi. Alla fine, questa risultò composta dal cavaliere Marcello Cerniti (ministro residente in disponibilità) come capo della missione, e da altri due membri: il signor conte Fé d'Ostiani, pruno segretario, e il cavaliere Giannotto, secondo segretario.s' H 12 marzo Cernili annunciò di essere pronto a partire per i primi di aprile via Poti; nello stesso dispaccio comunicava anche di aver saputo dal ministro di Persia a Costantinopoli, MIrzà Hosein Khan, che a Teheran l'attesa per la missione italiana era vivissima e che erano state riservate lungo tutto il percorso accoglienze grandiose; infine, chiedeva istruzioni sulla latitudine degli impegni da assumere circa le decorazioni.4 J
A questo punto, quando la Missione era ormai pronta a partire, dal mini* stero arrivò nn improvviso ma preciso contrordine. Il dispaccio di Cerniti del 12 marzo si incrociava con un altro dispaccio riservato e confidenziale di Cavour, in cui questi dichiarava che poiché in gran parte erano cessate le ragioni di convenienza che avevano dapprima suggerito l'invio dì una Missione straordinaria in Persia, egli aveva creduto opportuno, per ora, sospenderne l'attuazione. Nel tempo stesso, Cavour confidava nel Cerniti, per un motivo plausibile
t) Cerniti a Cavour, 9 gennaio 1861, ASMAE, Busta 19, Persia, fase. 3. V. anche App., doc. IV.
2) Cerniti a Cavour, 6 febbraio 1861, ASMAE, Busta 19, Persia. V. anche App., doc. V.
*) Canuti a Cerniti, 23 febbraio 1861, ASMAE, Busta 487, Dispacci dal Ministero degli Affari Esteri alla Legazione in Turchia; e Curimi a Giannotti, Fé e Visconti, 23 febbraio 1861, ASMAE, Busta 487. Cerniti a Cavour, 24 febbraio 1861, ASMAE, Busta 19, Persia. Canuti a Cerniti, 28 e 29 febbraio 1861, ASMAE, Busta 487. Alla missione avrebbe dovuto partecipare anche il conte Guido Visconti, quale applicato; egli, invece, rispose di non potervi prendere parie, Canuti a Cerniti, 28 febbraio 1861, Busta 19.
4) Cernili a Cavour, 12 marzo 1861, ASMAE, Busta 19, Persia.
I rapporti tra i due paesi attraversavano un periodo quanto mai favorevole. Ai primi di febbraio, a Torino era giunto un nuovo ambasciatore persiano, Hasan 'Ali Khan, latore di lettere e diplomi di NSser od-Dìn Sitali per Vittorio Emanuele IL Egli fu accolto con molta cordialità dalle autorità italiane, che ricambiarono doni e decorazioni; non poteva presentarsi occasione più favorevole per dare ulteriore risonanza all'ottimo stato dei rapporti fra Italia e Persia e, conseguentemente, alla missione Cerniti. Hasan 'Ali Khan a Cavour, 22 febbraio 1861, ASMAE, Busta 246, Lega* zione di Persia (ringrazia per la decorazioni e le accoglienze ricevute a Torino).