Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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Italia e Persia 1852-1862
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che giustificasse agli occhi del ministro di Persia la sospensione della missione, senza che il governo di Teheran attribuisse interpretazioni sinistre al muta* mento di programmi da parte sarda. H disimpegno non era molto facile: a Teheran l'attesa era vivissima, i preparativi fervevano. La consumata esperienza di Cerniti ebbe il sopravvento: per sottrarsi alle domande che all'arrivo di ogni pacchetto soleva dirigergli questo Ministro persiano , pensò di partire il giorno dopo per Brussa, dieci leghe distante, con il pretesto dì prendere alcuni bagni, e, colà giunto, di scrivere al generale Durando una lettera ostensibile per Marza Hnsein Khan, nella quale affermava che lo stato della salute lo rendeva per qualche tempo assolutamente incapace di intraprendere un così lungo viaggio . La scusa, però, non avrebbe potuto reggere molto, al massimo uno o due mesi; pertanto Cerniti suggeriva a Cavour una soluzione che avrebbe potuto risolvere in via definitiva ogni questione con le autorità persiane: que* sta scusa avrebbe potuto trovarsi in argomento di reale utilità, cioè nel consultare l'Ambasciatore persiano a Londra e a Parigi se non converrebbe che fl nuovo Ministro sardo fosse munito di pieni poteri per completare il nostro trattato collo stipulare, per xm dato numero di anni, la libera estrazione delle sememi di baco dalla Persia mediante un diritto fisso di esportazione. Questa libertà di esportazione è ormai di una grande importanza, poiché la Persia potrebbe dare volendolo circa un milione d'oneie di semenza all'anno, e la Francia ugualmente interessata a questa speculazione, non dovrebbe avere difficoltà ad unirsi a noi, sia che si tratti a Teheran sia che si tratti a Costantinopoli . x>
A questo dispaccio ne seguiva un secondo a breve distanza di tempo, in cui Cerniti, ritenendo di farsi aderente interprete delle reali intenzioni del suo ministro, sottoponeva validi argomenti e proponeva altre possibili soluzioni: per non lasciare più a lungo dubbiosa l'impresa della Missione persiana che tosto o tardi deve aver luogo , una missione inoltre che, senza essere troppo costosa , avrebbe indubbiamente contribuito a dare un certo lustro al nuovo Regno , si permetteva di suggerire, traendo partito dal suo cattivo stato di salute, di nominare un altro titolare in sua vece, nonché l'aggiunta di due indi* vidui che ne avrebbero aumentato il decoro senza accrescerne di molto la spesa: un buon sericoltore ed un buon conoscitore di cavalli.2)
Motivi più che validi avevano suggerito a Torino questo nuovo muta* mento di programma. La proclamazione del regno d'Italia aveva sollevato nuovi e determinanti problemi di politica internazionale; di fronte a questi, la missione persiana di Cerniti passava in ultimissimo piano, mentre la Corona aveva bisogno di tutti i suoi più consumati e fedeli diplomatici per superare il difficile e delicato periodo. Nonostante le esuberanze della sinistra che voleva ad ogni costo promuovere rivoluzioni nel settore danubiano-balcanico, in Cavour, nei suoi più vicini collaboratori e negli stessi capi dell'emigrazione ungherese era subentrato un atteggiamento di estrema cautela e prudenza.8)
i) Cerniti a Cavour, 28 marzo 1861, ASMAE, Busta 19, Persia. V. anche App.,
doc. vn.
2) Cerniti u Cavour, 4 aprile 1861; questo dispaccio risponde ad un precedente di Cavour in data 18 marzo 1861; ASMAE, Busto 19, Persia. V, anche App., doc. Vili.
8) II 7 marzo 1861, Cavour inviava a Durando queste precise direttive: Dans l'état actnel de l'Europe nous devons gnrder la plus grande riserve et ne pus engagor prematuremenl notre action dans leu graves complications qui peuvent naitre en