Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <567>
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, I proclami latini diretti dagli Italiani ecc. 667
Lo materie delle solite invocazioni e argomentazioni ripetute nei primi, ma le ravvivò dello sdegno di trovare gli ungheresi sem­pre nemici e combattenti contro di noi, non ostante gl'inviti della loro nazione a desistere e a deporre le armi. E gli aggiunse inte­resse narrando gli ultimi fatti della guerra, per diffonderne la notizia fra le truppe che presidiavano Mantova. Erano gli stessi fatti, di cui correva la voce comunemente nei campi di assedio, ch'egli pre­cisò, ricordando le esortazioni del pontefice all' imperatore Ferdi­nando, la rivoluzione di Vienna, la vittoria di Carlo Alberto in Lombardia, la suprema difesa ridotta al Quadrilatero, l'imminente caduta di Peschiera, l'aeeorrimento delle milizie inviate al campo piemontese dai principi italiani, e l'approdo nel golfo di 'Venezia, a traverso l'Adriatico, delle flotte sarda e napoletana. Era tutta la gesta che sembrava miracolosa alle anime esultanti della vittoria.
Fratelli/
Valorosissimi soldati délV Ungheria che presidiate Mantova/
E voi, voi discendenti dalla gente fortissima, che scosse il giogo di turpe intolleranda schiavitù, proseguite questa guerra ini­qua? Voi ancora portate le armi contro gl'Italiani, contro i fratelli, che oppressi insieme dalla stessa tirannide, insorsero con voi per recuperare i diritti della medesima libertà? Solo le arfei subdole del comune nostro tiranno o una falsa brama di onore poterono indurvi a tanto misfatto; che se pensate quanto le battaglie, che con corag­gio nefando combattete contro di noi, siano gratàssimo spettacolo ai perpetui autori dei nostri mali, un tempo avidi delle nostre for­tune come ora del nostro sangue, voi non dubiterete di gittare le armi male imbrandite. Credete a noi, o soldati strenuissimi, con vostro danno foste trascinati in errore.
La patria vostra già libera tutta vi comanda di desistere da questa guerra iniqua e crudele; la qual cosa se non foste quasi pri­gionieri in Mantova, sarebbe da voi ben conosciuta, sia pel decreto onestissimo dei vostri Magnati, sia per l'esortazione del Comitato di Pest, coi quali vi richiamano in patria e a casa.
Già l'augusto Padre e Maestro di tutti i fedeli in Cristo Pio IX, ha esortato per lettere l'imperatore d1 Austria- Ferdinando aftinché per l'onore della sua maestà, posto termine finalmente a tanta e crudele effusione di sangue, in ossequio ai decreti di Dio eterno, la nostra Italia liberi dalla sfrenata dominazione straniera, e, secondo conviene all'Autore santissimo di pace e di carità e Vicario di Cri-