Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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1969
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Valerla Fiorititi Pi a vinili ni
Legazione italiana a Costantinopoli in luogo dì Durando, che partiva per regolare congedo (11 luglio).
Frattanto, si trovava disponibile il pruno segretario della missione persiana, il conte Alessandro Fé d'Ostiimi; distolto defili ili vilmente lo sguardo dalla lontana Persia e riportatolo nuovamente verso il settore danubiano-balcanico di più con* creta ed immediata realizzazione, Cerniti pensò che il conte Fé fosse un elemento prezioso per un altro incarico che ben disimpegnato avrebbe potuto fornire... importanti informazioni >. Pertanto, scrivendo a Rieasoli, consigliava di far rientrare il diplomatico italiano a Torino via terra, attraverso l'Ungheria e parte del Canaio; questi, infatti, educato in Boemia, parlava perfettamente il tedesco ed aveva molte conoscenze personali in Ungheria ed in altre parli dell'Impero; tornando via terra, egli avrebbe avuto il modo di vedere da vicino le cose e di studiare con attitudine disinvolta lo stato degli animi , e, di conseguenza, riferire quanta confidenza si potesse riporre nelle assicurazioni che ci vengono giornalmente date dal partito che tenta spingere a risoluzioni ardite, o qual calcolo si debba fare delle opinioni del partito opposto . Il 6 agosto, con l'approvazione di Rieasoli alla destinazione del Fé d'Osliani, si chiudeva anche quest'ultimo strascico della mancata missione in Persia.1)
4. Si è già accennato ai problemi internazionali derivati dalla proclamazione del Regno d'Italia (marzo 1861), ed al nuovo orientamento politico nei confronti della situazione orientale. Scomparso Cavour, la pesante eredità del governo fu assunta dal barone Bettino Rieasoli che, secondo l'esempio dell'illustre predecessore, rilevò anche il portafoglio degli Esteri.
Rieasoli manifestò subito una visione strettamente aderente alla mutala realtà della situazione internazionale, convinto che, nelle attuali condizioni, fosse consigliabile dedicarsi al consolidamento del nuovo Stato, onde renderlo effettivamente indipendente, e lasciare da parte le avventure che avrebbero potuto, invece, comprometterne l'esistenza. aJ
Questa politica di raccoglimento non significò, però, che si volesse chiudere gli occhi alla situazione d'oltre Adriatico: per quanto concerne le questioni orientali, Rieasoli raccolse in pieno la consegna idealmente trasmessa da Cavour,
1) Cerniti a Rieasoli, 21 luglio 1861, ASMA E, Busta 811; Rieasoli a Cerniti, 6 agosto 1861, ASMAE, Busta 487; entrambi i documenti som anche in D.D.I., I serie, I voi., pp. 268-269 e p. 306.
2) In questo egli incontrò viva opposizione da parte del Re, il quale, invece, voleva imporre una politica estera dì prestigio dinastico, di avventure e di insurrezioni, basata inoltre sui ribadimento dell'alleanza con la Francia. V. FEDERICO 'CUBATO, La politica estera del primo ministero Rieasoli., in Rassegna storica toscana, 1963, pp. 1 e sgg.; e dello stesso autore / primi passi dell'Italia nella politica internazionale, in 12 Politico, 195S, I, pp. 39 e sgg.; V anche D. MACK SMITH, Vittorio Emanuele II e l suoi primi ministri, in Rassegna storica del Risorgimento, 1954, pp. 412 e sgg. R contrasto fra Rieasoli e Vittorio Emanuele sui metodi e le finalità della politica estera è anche ampiamente litichiate dalle lettere e dai documenti dello stesso Rieasoli, Lettere e documenti del Barone li. R a cura di M. Tabarri ni e Ai. Gotti; cit, Voi. VI, e dai D.D.I., I serie. Si vedano infine lo chiare o documcntatissime pagine di RENATO MODI, La Questione Romana, i86bl86S, Firenze, 1963, pp. 67 e sgg., sulle implicazioni internazionali della politica estera di Rieasoli e del contrasto di questi con il Re,: