Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <609>
immagine non disponibile

lidia e Persia 1802-1862
609
adattandola roti realismo e sensibilità alle unitale esigenze internazionali.1) L'Europa danubiano-balcanica fu ila lui seguila molto da vicino, soprattutto come possibile fonte di soluzioni per il problema della Venezia. -'
Il 1862 non si annunciava particolarmente calmo: dapprima, le complica­zioni per le conferenze sni Principali danubiani} poi le conferenze sulla Siria; quindi, la continuazione dell'insurrezione in Erzegovina; l'insurrezione ellenica di Nanplia; la decisione della Porta di attaccare il Montenegro; le complicazioni nei rapporti fra Siria ed Impero Ottomano tennero non poco impegnate le cancellerie. Il 1" marzo Ricasoli si dimetteva, ed il 4 seguiva il ministero Rat-tazzi. La permanenza di Rattazzi agli Esteri fu di brevissima durata; il 31 marzo doveva cedere il Portafoglio al generale Giacomo Durando, in seguito ad una circolare ai rappresentanti italiani all'estero, ebe aveva suscitato reazioni molto negative ed allarmanti da parte delle Grandi Potenze.
L'atteggiamento di Durando nei confronti della politica balcanica ed orientale non si discostò molto da quella già seguita da Ricasoli : un atteggia­mento fermo, ma improntato ad estrema cautela e prudenza; osservare atten­tamente le cose, senza assumere alcun impegno definitivo. Occorreva salva­guardare il prestigio dell'Italia e consolidarne la posizione internazionale, senza immischiare il nuovo Stato nelle varie complicazioni che bollivano in Oriente a costo di compromettere tutto il lavoro diplomatico fino ad allora svolto.8)
t) L'energia sia temprata dalla giusta appreziazione di se medesimi, e non ai desideri si misuri ma alla realtà ; B. RICASOLI, Lettere e documenti cit., VI, p. 257.
2) Con una circolare del 18 dicembre ai Consoli in Bucarest, Belgrado e Scolari richiedeva informazioni dettagliate sulla situazione, sulla distribuzione etnica, sugli nomini di Governo e sulle disponibilità militari nei paesi ove i consoli erano accre­ditati. Ricasoli a Strambi (console a Bucarest), a Scovasso (console a Belgrado) e a Durio (console a Scutari), 18 dicembre 1861, in D.DJ., I serie, I voi., pp. 356-357. Egli non si stancò mai neppure di rivolgere ai rappresentanti italiani raccomandazioni di prudenza e di cautela; Ricasoli a Cerniti, 27 agosto 1861, in D.DJ I sene, I voi., p. 346, e ancora Ricasoli a Cerniti (Costantinopoli), 28 dicembre 1861, in D.D.I., I serie, I voi., pp. 557-558. Soprattutto su questa particolare impostazione della politica estera scoppiarono i contrasti con il re Vittorio Emanuele IT, il quale invece voleva tramare continue insurrezioni nei Balcani e nel bacino danubiano, considerandoli i primi gradini verso un conflitto europeo che pensava avrebbe potuto risolvere i pro­blemi unitari ancora insoluti con awontaggiamento del prestigio della dinastia sabauda; si veda anche la nota 2 pag. 608.
8) Durando a Cerniti, 14 aprile 1862, ASMAE, Busta 811, pubbl. anche in DDJ I serie, II voi., p. 289; ed ancora Melegari, il 16 aprile, scriveva più esplicitamente a Cerruti, che da Costantinopoli informava dettagliatamente sulle condizioni politiche dei paesi danubiani, dell'Austria e della Turchia, e chiedeva istruzioni sulla condotta migliorie cui attenersi, e...Queste cognizioni possono giovare al Governo del Re per giudicare dello stato delle cose, ma la nostra politica non ci può consigliare in questi momenti veruna specie di azione in quelle parti. Frammezzo alle incertezze ed alle gelosie ohe oro più che mai dominano rispetto alla questione d'Oriente, il punito migliore die ci possano suggerire gli interessi ben intesi dell'Italia ò quello di una completa astensione... Cosi pure non ho d'uopo raccomandarVi, Signor Commen­datore, di tenersi nel massimo riserbo per le quistionì tinte che esistessero in Oriente, limitandosi a partecipare a quelle pratiche per cui secondo le disposizioni dei trattari, la Turchia e le altre Potenze garanti richiedessero il concorso del rappresentante d'Italia . Insomma, norma direttiva della Legazione del Re in Costantinopoli vuol