Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <610>
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Valeria Fiorani Piacentini
Fu in quest'atmosfera di estrema cautela che all'inìzio dell'aprile 1862 fa ripresa in considerazione l'opportunità di concludere un'altra impresa rimasta in sospeso dall'anno precedente: quella di tener fede all'antico impegno verso la Persia, dando il via all'ambasciata. Si trattava di una missione assolutamente pacifica e neutrale che, in un momento di tensione generale come il presente, non avrebbe potuto suscitare in nessun modo la gelosia od ì sospetti delle Grandi Potenze . Viceversa, essa avrebbe certamente contribuito ad accrescere il prestigio dell'Italia, portando la risonanza del giovane regno fino alla lon­tana Teheran, allora anche centro di intensa attività diplomatica e commerciale delle Grandi Potenze, in particolare della Russia, dell'Inghilterra e della Fran­cia. Inoltre, il Governo persiano, pur attraversando un periodo di completo disfacimento interno, mostrava un certo interesse per la vita e la civiltà europee, manifestando l'intenzione di voler accrescere le proprie relazioni con l'Europa, e di voler introdurre nel suo esercito e nella sua amministrazione leggi ed usi europei; pertanto, questo stato di cose aveva creato una situazione tale, per cui la Persia avrebbe potuto da un momento all'altro trasformarsi in un utile alleato di qualche Potenza. Naturalmente, l'Italia non aveva interessi diretti e prevalenti (politici; ;o commerciali) nelle lontane contrade dell'altopiano iranico, che consigliassero di impegnare in modo definitivo la politica del Governo; tuttavia, lo stabilire una durevole e solida amicizia con la Corte di Teheran avrebbe consentito un inserimento nel gioco di interessi delle altre potenze in questa parte del mondo, ed un gioco di combinazioni ed alleanze che avrebbero potuto risultare utili anche ai fini nazionali e più immediati dell'Italia. *) Non si tratta altro che della tradizione politica, concepita ed intrapresa da Cavour, e da questi ereditata pressoché intatta.
A tali considerazioni ne vanno aggiunte altre, cui già si accennò nella premessa : anzitutto, il nuovo Stato unitario dell'Italia e la conseguente coscienza di essere ora uno Stato mediterraneo, dagli interessi più propriamente medi­terranei; quindi, il desiderio legittimo di far rivivere antiche tradizioni, e, con­temporaneamente, di far conoscere ed apprezzare nel mondo le scienze, le arti e la cultura italiane.2* Infine, anche le possibilità commerciali con l'Oriente, aperte dal trattato del 1857 e non sfruttate per i motivi già esposti, contribui­rono indubbiamente a riportare l'attenzione del Governo sulla Persia, una delle
essere di osservare attentamente l'andamento delle cose senza impegnare in verun modo la politica del Governo di SJtf. , ASMAE, Busta 487, puhbl. anche in: DJD1., I serie, II voi., pp. 295-296.
1) Melegari a Cerniti, 20 aprile 1862, ASMAE, Busta 19, Persia, copialettere corrispondenza con il Capo della Missione, disp. n. 6.
2) e Informo la S > ULtmi. che il R. Governo associa alla Missione di Persia, di 'ni Ella è Capo, alcuni dei più distinti eultori delle scienze naturali, onde il loro viaggio rechi alla patria nostra il decoro, che le altre nazioni ottennero nei paesi stessi, ed in moltissime remote contrade, attivando ricerche scientifiche, e pubbli­cando le risultanze. Durando a Corrali, 8 aprile 1862, ASMAE, Basta 19, Persia, ibitl.., disp. n. 1; e ancora, lo stesso concetto ribadiva Melegarl alcuni giorni dopo: H Governo di S.M. ha pensato frattanto che l'Italia riunita in un sol Regno, presen­tandosi per la prima volta* come nazione in quelle regioni, debba comparirvi in aspetto degno di sé e trame occasioni per recare anch'essa, in quanto lo consentano il tempo e le circostanze, qualche tributo di cognizioni alla scienza ed olla civiltà , Melegarl a Cerniti, 20 aprile 1862, ASMAE, Bnsta 19, Persia, ibid* disp. n. 6.