Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <615>
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Italia e Persia 1852,1862
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Grimaldi, capitano di cavalleria, ufficiale d'ordinanza onorario di S.M. !) Per questi due ufficiali, lo Stato Maggiore generale aveva dettato speciali istruzioni che il Durando, adottandole personalmente, trasmetteva in copia al Cerniti, modificando pertanto le istruzioni contenute nel precedente dispaccio dell 8 aprile, circa la composizione, l'itinerario ed i compiti della sezione militare. Entrambi gli ufficiali, al pari dei naturalisti, erano autorizzati a staccarsi dalla Missione diplomatica a Stillameli o a Teheran; il Cerniti, però, sarebbe stato giudice di concedere o meno tale viaggio... secondo le politiche considerazioni emergenti dalla esperienza da lui personalmente fatta a Costantinopoli, e da quanto sarebbe venuto a conoscere in Persia. Circa le istruzioni dello Stato Maggiore, ne riportiamo un sunto, rinviando per il testo integrale all'appendice. -' L'ufficiale avrebbe dovuto tenere un giornale di viaggio nel quale avrebbero dovute essere giornalmente segnate tutte quelle annotazioni solite a fornirsi in un itinerario militare. Inoltre, dovevano essere fornite indicazioni sulle città murate incontrate, sullo spirito delle popolazioni e sulle loro attitudini più o meno bellicose, sulle armi da queste possedute, etc. Durante il soggiorno a Sultanieh o a Teheran, dovevano essere raccolte tutte le possibili informazioni sull'armata persiana, e sui progressi fatti dopo l'introduzione degli elementi ed istruzioni europee nella medesima, sull'attitudine che dimostra quest'esercito a profittare dell'istruzione degli europei* delle risorse che rispetto ai varii mate* riali da guerra presentano le industrie del paese, ed in una parola far tesoro di tutti quei dati che possano dare un criterio sulla forza che, sia in guerra offensiva, come difensiva, può presentare l'esercito persiano . Quanto al ritorno, se gravi ragioni politiche non si fossero opposte, gli ufficiali avrebbero dovuto rientrare prendendo la via del Mar Caspio, ove avrebbero dovuto con molta prudenza e sagacia procurare di conoscere il vero stato della dominazione russa in quelle province per rispetto alla loro forza militare; in particolare, avreb­bero dovuto rilevare: quali fossero le forze appartenenti all'esercito russo in quelle province, quali le milizie locali, quante le città fortificate, se esistessero arsenali di costruzione, fonderie d'artiglieria, fabbriche d'armi, indicare le nuove strade aperte dai Russi, le principali stazioni marittime del Mar Ca­spio, etc
In effetti, la spedizione del Grimaldi e del Clemencich risulta trattarsi di una vera e propria ricognizione militare; le istruzioni allegate dallo Stato Maggiore generale non lasciano alcun dubbio. Era cosa nota che Gran Bretagna e Russia stavano per affrontarsi direttamente in Asia centrale, Persia e Caucaso ove il convergere dei rispettivi interessi aveva creato zone di vivace atrito; *) pertanto, con ogni probabilità, con tale spedizione il Governo italiano volle
1) 13 aprile 1862, Melegari al Conte Grimaldi, Cap. di Cavalleria. B. ufficiale, ASMAE, Busta 19, Persia, Corrispondenza Miscellanea coi membri della Missione..., è la lettera con cui al Grimaldi venne comunicata ufficialmente la nomina a membro della sezione militare associata alla spedizione italiana in Persia.
*) V. Appn doc XHL
8) Si ricorda come nel 1860 troppe russe avessero inizialo un'avanzata dalle basi di Orenburg e della Siberia, conquistando tutte le fortificazioni usbeche della vallata del fiume Tchu. L'operazione si concluse nel 1864 con la presa di Tsmmkent. Tut­tavia, già dal 1860 voci di vivo allarme BÌ erano levale dallo filiali di Persia e dal* l'Amir dell'Afghanistan che ripetutamente avevano sollecitato a Londra l'intervento britannico per arginare l'avanzata russa, nonché aiuti militari e morali da parte di questa potenza