Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <616>
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Valeria Fiòrani Piacentini
solo raccogliere ed approfondire con una conoscenza diretta (politica e militare) quelle cognizioni che già si avevano sulla situazione di fatto in quelle contrade* per eventuali * combinazioni diplomatiche con Tona o con l'altra potenza. J> Tuttavia, non è neppure da escludersi che nella mente degli uomini di Stato italiani, ed in particolare in quella dei militari e dei più radicali, si fosse affac­ciata l'idea di una sia pur remota ma sempre possibile seconda Crimea. Inoltre, non va dimenticato neppure come l'Italia si sentisse e sapesse di essere parte in causa nella politica orientale delle Grandi Potenze: basti pensare al ricono-scimento del Regno d'Italia da parte della Russia; è noto infatti, che questo fu concepito dalla Cancelleria di Pietroburgo proprio come una concessione alla Francia, nna contropartita da offrire a questa potenza in cambio del suo appoggio in Oriente.2) Niente di strano, pertanto, se il Governo italiano, traendo parlilo da una spedizione in Oriente, volesse documentarsi con la mas­sima precisione e sotto ogni punto di vista sull'effettivo stato di cose in quei paesi.
La missione fu compiuta dal Grimaldi e dal demencich con scrupolosa precisione. Numerose furono le informazioni raccolte; Grimaldi scrisse anche un interessante resoconto sulla sua esperienza in Oriente. s' Un materiale che avrebbe potuto essere prezioso se ben impiegato; tuttavia, non risulta che il Governo, né allora né in seguito, ne facesse alcun uso; d'altronde, neppure lo spunto di inserirsi nella politica delle Grandi Potenze in Persia ed in Asia centrale ebbe seguito immediato. *) Ciò nonostante, le successive istruzioni del 20 aprile per la parte politica ") indicano apertamente come questo disegno costituisse allora uno degli obiettivi principali e più. delicati della missione Cerniti in Persia.
1) Alcuni giorni dopo, infatti, il Melegari precisava questo concetto, puntualiz­zando a Cerniti: L'Impero persiano è ormai se non il solo, il meno incerto antemu­rale dei possedimenti britannici delle Indie verso la Russia... pertanto, non sarà sfug­gito certamente alla S.V. Di-ma quanto importi studiare accuratamente le relazioni della Persia colle grandi potenze straniere segnatamente colla Russia, colllnghìlterra e colla Francia >. Melegari a Cerniti, 20 aprile 1862, ASMAE, Busta 19, Persia, Copia­lèttere, corrispondenza con il Capo della Missione, disp. n. 6. Si veda anche avanti, p. sef.
2) V. E. ANCHIEKJ, II riconoscimento del Regno d'Italia, in Atti dèi XL Con-gresso di storia del Risorgimento (Torino, 29-30 ottobre 1961), Roma, 1963, pp. 34-38; e B. CIALDE*, L'Italia nel Concerto Europeo cit., p. 188 e Bgg.
8) S. GRIMALDI mei. POCCETTO, Ricordi di un ufficiate dell'antico esercito sardo, Torino, 1893, III voi., pp. 88-291.
4) Successivamente, ano degli ufficiali italiani passati nell'esercito persiano in qua­lità di istruttore, e precisamente l'Andrei ni, si trattenne in Persia fino al 1887, ricoprendo anche la carica di incaricato degli affari italiani in Persia. Durante tutto questo periodo egli inviò al ministero degli Esteri circa quattrocento dispacci illustra­tivi anche dei principali eventi politici nel paese; era allora la fase più acuta del duello anglo-russo in Asia centrale e Persia. Questi dispacci rivestono un indiscuti* bile interesse sìa ai fini della storia nazionale persiano sia ai fini della storia delle relazioni internazionali. Non risulta, però, che neppure in questo caso, il Governo ita­liano abbia tratto alcun partito dal materiale inviato dall'Andreini, per un qualsiasi inserimento politico o diplomatico negli eventi dell'Oriente asiatico.
) Melegari a Cerniti, 20 aprile 1862, ASMAE, Busta 19* Persia, Copialèttere corrispondenza con il Capo della Missione, diBp. n. 6. Questo documento, l'unico dei