Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <617>
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Italia e Persia 1852-1862
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In queste istruzioni, il sottosegretario generale agli Esteri traccia un quadro, sorprendentemente esatto, della situazione politica in Asia centrale e Persia, e del ruolo che in questo quadro avrebbe potuto giocare L'Italia; compito del Cerniti avrebbe dovuto essere quello di studiare accuratamente lo stato effel-rivo delle cose, le relazioni della Persia con le grandi potenze straniere segna­tamente colla Russia, colTInghilterra e colla Francia, e, di conseguenza, le eventuali possibilità.
La Persia... ha nella politica orientale e per conseguenza nelle combinazioni che ne possono nascere per l'Europa una importanza notevole e che in date conginn-tnre potrebbe diventare grandissima.
L'Impero Persiano è ormai se non il solo, il meno incerto antemurale dei pos­sedimenti britannici delle Indie verso la Russiti... Infine il Governo Persiano il più colto e il più ordinato senza dubbio dei Governi orientali mostra desiderio gran­dissimo d'incivilire la nazione, di accrescere le sue relazioni coll'Europa e di rifor­mare secondo gli usi europei le sue leggi, il suo esercito e la sua amministrazione. Il concorso di queste circostanze fa si che la Persia possa diventare un utile alleato di altre Potenze e procacciare pregi evoli vantaggi a quella parte che sappia preva­lersi della sua amicizia. Se pertanto in questi momenti il Governo Italiano non ha forse in Persia un immediato scopo politico da propugnarsi noi non potremmo né rimanerci indifferenti alle buone disposizioni di quella Corte verso di noi, né trala­sciare di coltivarvi sentimenti ed annodarvi relazioni che avvenendo l'occasione ci pongano in grado di pigliare utile parte a quelle combinazioni che si presentassero fa­vorevoli agli interessi d'Italia.
Operando adunque in questo senso, senza impegnare la politica del Governo del Re, senza dar appiglio a supposizioni che potessero ingelosire od insospettire altre potenze la S.V. HLma dovrà e saprà rafforzare le simpatie che la Corte di Teheran dimostra per l'Italia* farvi apprezzare gli avvenimenti e l'indirizzo nazionale della nostra patria, spiegarne l'attività e le risorse, gettare insomma i germi di una solida e durevole amicizia .
Questo lo scopo più immediato. Ma le considerazioni premesse affiancano al primo un secondo delicato compito: quello di studiare accuratamente le relazioni della Persia colle grandi potenze... e ricercare quale grado di autorità e d'influenza vi abbiano quelle potenze; se e quali accordi per avventura esi­stessero o tendessero a formarsi tanto colla Corte di Persia, quanto fra qualcuna di esse, ed a quali eventualità questi accordi potessero accennare >. Infine, la permanenza a Teheran avrebbe offerto a Cerruti un'altra importante ed utilis­sima occasione: quella di studiare da vicino l'azione del Governo francese. Questi, in particolare, pienamente libero della sua azione può scegliere rispetto alla Persia ed alle Grandi potenze che le sono vicine, quelle combinazioni che meglio convengano ai propri disegni in Europa. Quindi, la politica seguita a Teheran può somministrare qualche luce sulle sue intenzioni nella politica generale d'Europa .
Come ed in qua! misura il Gabinetto Rattazzi si interessasse alla spedizione in Persia a seconda dei vari aspetti e delle varie possibilità che questa avrebbe potuto offrire, lo dimostrano ulteriormente le osservazioni e quesiti presentati dal ministero di Agricoltura e Commercio , e trasmessi tal quali da Melegari
vari dispacci con Istruzioni al capo della Missione in Persia, è stato pubblicato anche nei D.D.L, I serie, II voi., pp. 303-307.