Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <619>
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Italia a Persia 1852-1862
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interessi sardi, e, conseguentemente, (u autorizzato, qualora gli risultasse Tesi slenza di persone idonee a rivestire la carica di Agente consolare italiano, a procedere a nomine provvisorie (successivamente regolarizzate dal Ministero secondo la prassi consueta). l>
La spedizione partì con il piroscafo Ichnusa il 6 maggio da Costantinopoli; 3) all'ultimo momento fu deciso di modificare l'itinerario di viaggio e di passare, anziché per la linea turca, per Poti e per la Georgia russa. ''> fi 9 maggio, la spe­dizione, giunta a Trebisonda, apprendeva dal console inglese che lo Shah non sarebbe più venuto a Stillameli, trovandosi trattenuto nella capitale da notizie poco tranquilizanti giunte da Herat. *) Pertanto, sfumata la speranza di con*
t) Melegari a Cernili, 13 aprile 1862, ASMAE, Busta 19, Persia, Copialettere Corrispondenza con il Capo detta Missione, disp. n. 3. Nello stesso dispaccio, Melegari precisa anche i rapporti da tenere con i capi delle Missioni cattoliche con cui la spedizione si sarebbe trovata a contatto : Atti di riguardo dovranno essere usati da ratti i membri della spedizione verso quegli ecclesiastici ; inoltre, Cerniti non dovrà mancare dì far sapere che l'Italia contribuisce certamente un quinto delle somme, che si sborsano alle Cattoliche Missioni dalla Propaganda Lionese , e che concorre direttamente per somme cospicue raccolte a scopi speciali soprattutto nelle meridio­nali province . Segue nn prospetto delle somme pagate net 1860 dalla propaganda lionese alle Missioni di Sìria, di Natòlia e di Persia.
2) Cerniti a Durando, 6 maggio 1862, ASMAE, Busta 811. Con quest'ultimo dispaccio, il capo della Missione in Persia informa il Ministro della partenza della spedizione, e dell'avvenuta presentazione al Sultano dei membri della Missione e del nuovo incaricato d'Affari, Greppi. V. anche D.D.I., I serie, II v., p. 341.
8) Cerniti a Melegari, 22 aprile 1862, e Melegari a Cerniti, 24 aprile 1862, ASMAE, Bnsta 19, Persia, Copialettere corrispondenza con il Capo detta Missione, disp. n. 7, Nel prendere atto della modifica di itinerario, il segretario generale agli Esteri così si esprime: ...Io non ho bisogno di rammentar Le, né la condotta a tenersi da Lei, né quella che Ella debba esigere da rutti indistintamente i membri della Missione quando si trovino sul territorio di Russia ed anche nel tempo successivo. Io bramo che i contatti che Ella avrà colle Autorità Imperiali giovino indirettamente a scopo più alto, al quale subordino ì maggiori interessi scientifici che ci si offrivano sull'altra linea, che meno di quella di Georgia fu percorsa e studiata con ogni diligenza sotto molti rapporti.
A Poti ed in Georgia l'Italia non ha alcun Agente Consolare. ...Forse il di Lei passaggio per quelle località sarà utile ad una istituzione vantaggiosa almeno per ciò che concerne i nostri viaggiatori, che ormai si recano annualmente nelle contrade del grand'istmo Caucasiano per acquisto di sementi .
All'atto pratico, né a Tifile né a Poli Cerniti potè procedere ad alcuna nomina consolare, poiché le autorità russe non permettevano alcun nuovo stabilimento conso­lare airiufnori di quelli già esistenti, e cioè quello francese, turco e persiano.
4) Cernili a Durando, Trebisonda, 10 maggio 1862, Dispaccio trasmesso da Greppi in allegato ad un dispaccio da Costantinopoli in data 14 maggio 1862, ASMAE, Busta 811, pubblicato anche nei D.D.I., I sèrie, II voi., pp. 350-351.
In effetti, il vero motivo che indusse NSser od-DIn Shàli a sciogliere il campo di Saltameli ed a modificare i programmi originari, fu quello di una sanguinosissima irruzione dei Tureomanni nei cuore del Mazandoran; in seguito a questi gravi avve, nimenti, le truppe di Saltameli erano stata subito inviate sul luogo dell'incursione, raggiunte a breve distanza di tempo dallo stesso Imperatore. Quanto ai fatti dì Herat , smentiti ufficialmente dal Governo pendano con una circolare del 14 maggio 1862, sussistevano realmente, od erano rappresentali dall'atteggiamento minaccioso di Dosi Mohamiuad Khan nei confronti di questa città. V. Greppi u Durando, 21 mug*