Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno <1969>   pagina <622>
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Valeria Fiorarli Piacentini
Fina Imeni e, lo Shali rientrò nella capitale, ed il 20 agosto ebbe luogo la tanto attesa udienza imperiale. Cerniti pronunciò un breve discorso in cui, accen­nando alle antiche relazioni dell'Italia con la Persia, sottolineava l'utilità di riannodarle ora che quest'Italia era risorta, unita, a nuova Potenza. l) Quindi insignì lo Shah dell'ordine della Santissima Annunziata. Lo Shàh rispose ralle­grandosi per le nuove condizioni dell'Italia, ed inviando felicitazioni al suo Re. La cerimonia si concluse con la presentazione dei componenti l'ambasciata. 3)
permanente. Cesi en effel une chosc fort désirable à plusieurs points de vue et dont il ne pourrnit résullcr quo d'excellents effets , in A WUENNE DORIS HYTIER, Le dépèches diplomatiques du Conile de Gobineau en Perse, Genève-Paris, 1959, p. 197. Cfr. anche A. PIEMONTESE. Le relazioni fra Italia e Persia nel XIX secolo cit., p. 550, doc V.
*) Il testo del Discorso pronuncialo dal Ministro di S. M. Italiana a S. M. lo Scià di Persia è contenuto nella Busta 19, Persia, fase. 3, ASMAE; V. App., doc. XVI. Nella medesima basta è anche contenuto, in una cartellina, un dispaccio di Cerniti a Durando con la descrizione di tutto il cerimoniale osservato alla Corte dì SJVf. Imperiale lo Shah il giorno dell'udienza. Questo dispaccio, purtroppo, è strappato in minuti pezzi ; la ricomposizione e la lettura sono stati un po' difficoltosi, nonché incom­pleti, anche a causa delia mancanza di qualche pezzo ; fra questi, manca quello con la data.
2) A questo ponto si indulge ad una breve disgrossione, per introdurre due epi­sodi, senz'altro aneddotici, ma quanto meno interessanti e significativi rispettivamente per illustrare la mentalità ottusa dei Persiani nei confronti delle vicende italiane ed europee, e... la comprensione italiana di allora della lingua e mentalità persiane.
Il primo è riportato dal DE FILIPPI (Note di un viaggio cit., pp. 248*249). Dopo Pudienza imperiale, la missione italiana rientrò nel proprio padiglione dove fa rag­giunta dal ministro degli Esteri persiano; questi, a sua volta, chiese ulteriori informa* zioni sui membri dell'ambasciata. Egli aveva un qualche sentore degli avvenimenti pe' quali s'era fatto il Regno d'Italia, ma lì interpretava alla persiana: sapeva cioè che uno Stato piccolo ma forte, col quale la Persia era già stretta in patto d'amicizia s'aveva un dopo l'altro uniti altri Stati, e volle sapere anche quali di noi appartene­vano allo Stato forte primitivo, quali invece ai paesi che egli pensava conquistati. Il Commendatore Cerniti soddisfece immediatamente l'onesta curiosità indicandoci uno per uno. Ma qui bisogna vedere il diverso contegno del Ministro persiano, secondo che il presentato era, come diciamo noi, delle antiche province, oppure delle nuove: al primo rispondeva... con un inchino in aria compunta ed ossequiosa, al secondo con ridere sgangherato ed un dar colla mano tagli obliqui al vento, come sarebbe a dire Ah! te l'hanno fatta! ti sei lasciato prendere! ed il de Filippi osserva le idee di una volontà nazionale, di una forza conquistatrice diversa da quella del cannone, della sciabola e della corda, non entreranno mai in un cervello per­siano .
Il secondo episodio è riportato da BENEDETTO CROCE, ne La letteratura della Nuova Italia - Saggi tritici., Bari, 1942, IV, pp, 299-300. A promuovere le relazioni e gli scambi con Pesterò giovava quella libreria Detken, la quale nel decennio tra il 1850 ed il 1860 provvedeva nascostamente gli studiosi di libri vietati dalla polizia: cosicché, dopo il 1860 essa divenne naturale ritrovo di liberali e studiósi, una spontanea e viva accademia... Tra gli assidui frequentatori di quei convegni erano il Lignana (il quale, nel 1862, aveva fatto un viaggio in Persia con l'ambasciata italiana e aveva rivolto in quell'occasione un discoreetto in persiano allo Scià, ottenendo l'effetto che questi gli facesse dire per mezzo dell'interpreto che non comprendeva il francese*!), il Fioretti, il De Blasis... etc. Naturalmente, è vero che durante Pudienza ufficiale il Lignana rivolgesse allo Shah un discorsctto in lingua persiana nella sua veste di professore di lingue orientali dell'Università orientale di Napoli; tuttavia, le fonti ufficiali riferiscono che tale discorso meravigliò altamente lo Shah, il quale, molto compiaciuto, rivolse al Lignana rallegramenti e complimenti per la perfetta dizione.