Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
anno
<
1969
>
pagina
<
624
>
624
Vederla Fiorarti Piacentini
vedere stabilirsi nella propria capitale; la maggiore avversione veniva invece da parte dei governanti persiani (gli oulyà-ye doulùt) e da parte dei grossi commer-ululiti di seta del Ghllàn. I primi infatti- erano convinti cliCj se fosse stata permessa la libera estrazione delle sementi, il commercio e rerario nazionali avrebbero' risentito effetti dannosissimi; inoltre, essi erano oggetto di forti pressioni da parte dei grossi commercianti del Ghllàn. i quali, detenendo il monopolio dell'esportazione, operavano forti speculazioni sul contrabbando della seta; la libera esportazione di questa, togliendo loro il monopolio, avrebbe messo seriamente in pericolo i loro affari e le loro attività lucrose (cui non si può escludere non fossero del tutto estranei anche gli stessi governanti). *)
Alla luce di questi elementi non c'è da sorprendersi se Cerniti incontrò gravi ostacoli. Tuttavia, il diplomatico italiano, con il validissimo aiuto del conte de Gobineati, la cui mediazione fu decisiva,2) e grazie ancbe alla buona disposizione dello Siuih. riusci nell'intento : il 29 settembre furono firmati 4 articoli addizionali al trattato, che concedevano, per quattro anni la libera esportazione in Italia delle sementi dei bachi da seta del Ghllàn contro il pagamento di un diritto fisso d'esportazione del 5 (art. 1); inoltre, veniva prevista l'istituzione di un consolato, oltre che a Tabriz ed a Bushehr anche a Reshi, capoluogo del Ghllàn e del mercato serico (art. 3).s)
Probabilmente, da parte persiana la decisione di concedere all'Italia la libera esportazione della seta fu essenzialmente un atto di accondiscendenza verso la Francia e, in particolare, verso l'imperatore dei Francesi.4) Resta,
i) Si vedano in merito le circostanziate spiegazioni fornite dall'ambasciatore francese a Costantinopoli, marchese de Moustier, al rappresentante italiano presso la Porta, marchese Bella Caracciolo, in un dispaccio del 30 ottobre 1862, ASMAE, Busta 179, e trasmesso da questi al ministro degli Esteri G. Durando il 7 dicembre 1862, assieme ad una copia (non interamente fedele) degli articoli addizionali del Trattato. La nota del marchese de Moustier al marchese Bella-Caracciolo è pubblicata integralmente da A. PIEMONTESE, Le relazioni fra Italia e Persia ciL, pp. 560-561 doc VID.
2) Cfr. marchese de Moustier al marchese Bella Caracciolo, 30 ottobre 1862, ASMA E, Busta 179. L'operato del conte de Gobineau ricevette riconoscimenti ufficiali anche da parte del Governo italiano. Il 3 marzo 1863 Pasolini inviava un dispaccio personale al Ministro plenipotenziario di Francia a Teheran, in coi ringraziandolo personalmente per i buoni uffici prestati presso Io Shah per la riuscita della Missione italiana e per la costante sollecitudine... dimostrata per facilitare la stipulazione del Trattato di Commercio , Io insigniva dell'onorificenza dell'Ordine di S. Maurizio e Lazzaro in segno della sincera gratitudine del Re d'Italia; Pasolini a Mr. le comic Gobineau, 3 Mars 1863, e Visconti Venosta al conte de Gobineau, 9 marzo 1863, entrambe in ASMA E, Busta 19, Persia. V . anche D. HYTIER, op. cit., p. 238.
s> Con ciò restava modificato l'art. VII del Trattato, che prevedeva la terza sede a Teheran, e non a Resht. Bello Caracciolo a Durando, Costantinopoli, 7 novèmbre 1862, ASMA E, Busta 179.
*) Lo confermerebbe U seguente dispaccio del ministro degli Esteri persiano, Mlrza Sa 'ed Khan, al Conte de Gobineau, Teheran, 29 settembre 1862, ASMAE, busta 179: En autortsant Ics négociants Italiens i acheter pendant 4 ans n dater d'anjour-d'hui, la prramo de vera a Bole, SJVL le Sc.hah a eu surtout l'intentioii d'élre agréable à S.M. PEmpercur, en raison de ses sentiments d'amitié pour lo Rol d'Italie. Il est blen entendu d'aìlleurs, que le Traité de Commerce concili entre la Franco et la Perse, assiirant au commerce Frangala le traitement de la natimi la plus favorisce, Ics sujeta de PEmpercur profiteront dea avantages qui viennont d'otre accordés aux sujela Italiens,