Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA PERSIA 1861-1862; PERSIA RELAZIONI CON
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Italia e Persia 1852-1862
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tuttavia, il fatto che l'Italia era riuscita là dove Russia e Francia avevano ripe* imamente fallito; indubbiamente si trattò di un vero successo diplomatico.
Dopo la firma del trattato, le due missioni subordinate, quella degli scienziati e quella militare, si separarono dalla diplomatica, e compirono regolar-mente gli incarichi loro affidati. *)
Dopo la firma di questo lusinghiero trattato, e l'ottima riuscita delfa missione, i rapporti fra Persia ed Italia si presentavano sotto i migliori auspici. Tuttavia, o per mancanza di decisione da parte degli uomini di governo ita? liani. o per mancanza di entusiasmo ed intraprendenza da parte dei commercianti italiani, non fu compiuto alcun passo per profittare delle ottime prospettive politiche e commerciali aperte dal nuovo accordo. Forse, si era trattato di un passo troppo lungo, sproporzionato al momento particolarmente delicato della storia italiana.-) Comunque il grande sforzo sfociò ben presto nel nulla: solo nel 1873 fu aperta a Resht una rappresentanza consolare italiana, senza che, tuttavia, gli scambi commerciali italo-persiani facessero molti progressi; fino ai primi decenni del secolo ventesimo, la Persia continuò a restare ai margini degli interessi politici e commerciali italiani. H trattato italo-persiano del 1862 seguitò a regolare i rapporti fra i due paesi sino all'8 maggio 1927, quando esso venne denunciato dalla Persia insieme a tutti i vecchi trattati basati sul regime capitolare.
VALERIA FTOBANT PIACENTINI
Je m'empresse de Vous en donnei- avis, afin que Vous transmittiez à Yótre G.t cettc nouvelle prative de l'ami tié et de la sympatie que le Sellali, mon maitre, porte a S.M. FEmpereur. Cfr. anche A. PIEMONTESE, Le relazioni fra Italia e Persia cit., p. 560, doc. "VII.
Mirzà Sa 'ed Khan, con vedute forse più aperte del suo Primo Ministro (quest'ultimo come si è avuto già modo di notare uomo estremamente meschino e curante solo del suo personale prestigio di fronte al Sovrano), era stato sin dal primo momento, ed anche in passalo, favorevole ad un'apertura commerciale e politica con altre potenze; ciò al fine di neutralizzare almeno parzialmente la sempre crescente influenza delle due altre Grandi: l'Inghilterra e la Russia. Il governo italiano tenne debito conto dell'appoggio dato dal Ministro degli Esteri persiano al successo della concessione, ed esternò questa gratitudine con un messaggio personale del proprio Ministro degli Esteri ed il conferimento di decorazioni. V. Visconti Venosta a Mirza Said Khan, 3 marzo 1863, e Pasolini a Mirza Said Khan, 9 marzo 1863, in ASMAE, Busta 19, Persia.
Sulla delicata situazione interna persiana, costantemente in bilico fra Russia ed Inghilterra* interessanti anche il dispaccio di Cerniti a Durando, Costantinopoli, 2 aprile 1862, e quello di Greppi a Durando, Costantinopoli, 21 maggio 1862, entrambi in ASMAE. Busta 811, Dispacci della Legazione in Costantinopoli. V. doc. ali. XJI e XV.
1) Dna relazione dell'itinerario e delle spese degli Ufficiali si trova in ASMAE, Busta 19, Persia. Per gli scienziati si rinvia alla già più volte citata opera del DE FILIPPI, Note di un maggio in Persia, Sì veda anche, GRIMALDI DEL POGCETTO, Ricordi di un ufficiale italiano dell'amico esercito sardo cit., Ili, pp. 88-291.
2) La missione in Persia non fu accolta favorevolmente dall'opinione pubblica italiana; la lungimiranza dell'iniziativa ed i motivi che l'avevano suggerita non furono compresi; si considerò solo l'aspetto finanziario: l'ambasciata era costata ben L. 110.000, una bella somma indubbiamente per le delicate finanze italiane. Vi fu anche un'interrogazione alla Camera sull'opportunità di una simile costosa iniziativa. V. DURANDO, Episodi diplomatici del Risorgimento italiano cit,, p. 101, e la già citata lettera di Ricosoli al fratello.