Rassegna storica del Risorgimento
1821 ; 1848 ; UNGHERIA
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1919
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569
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Jj t proclami latini diretti, 11 Italiani ecc. 569
Viva V Italia, voi reduci nella vostra patria, se ciò avvenga, liberi e incolumi accompagneremo coi nostri voti.
Il 26 di maggio dell'anno 1848.
I soldati toscani che strìngono Mantova di assedio.
La data del 26, benché io annette, poco valore alla mia curiosità, mi ha indotto a ricercare il luogo dove fu stampato, ma non sono riuscito a stabilirlo con sicurezza. Tuttavia l'ipotesi che meglio accolgo è questa. Il signor Giovanni Friggieri, perchè ricco e cortese, e possessore di legni e cavalli faceva continuamente la spola tra Reggio e i luoghi dove i toscani accampavano, compiacendosi di mantener vive le relazioni amichevoli strette cogli ufficiali e i militari del Battaglione, che erano stati suoi ospiti, e ai quali nel campo provvedeva le commissioni, di cui gli davano l'incarico. Io penso ohe il Ferrucci consegnasse a lui il manoscritto perchè lo; portasse in città, affidando la cura della stampa e l'incarico delle correzioni a Prospero Yiani. La identità dei caratteri, rilevata dal confronto coll'aitro suo proclama sicuramente impresso a Reggio, mi fa ritenere che entrambi uscissero dalla stessa tipografia. Ohe giungesse al campo prima del 29, in tempo da essere attaccato agli alberi nei dintorni di Mantova e introdotto nella città, lo attesta il Nerucci, ma ne lui né altri ricorda che producesse buon frutto.
.Corse la voce che i cittadini e gli ungheresi rimasti dentro la città avessero chiuse le porte per impedire 1' ingresso ai tedeschi ; era una diceria, che, come tante altre che pullulavano ogni giorno, fu presto smentita. E l'episodio di quel soldato ungherese, ohe si presentò senz'armi e mezzo nudo ai soldati napoletani, protestpndo di volere servire la causa italiana e andare in Ungheria giacché la sua famiglia lo aveva richiamato, anche a volergli attribuire l'importanza che gli fu ascritta sul momento, avvenne il giorno antecedente a quello segnato sul proclama.
E' vero che parecchi disertori ungheresi combatterono a G-oito nelle file di Carlo Alberto; tosto però ogni speranza dileguò, quando fu conosciuto l'accanimento e la violenza con cui i due battaglioni Prohaska della brigata Clara, dove si trovava il grosso degli ungheresi, si erano battuti a Curtatone e Montanara.
L'anno seguente, la sciagura delle armi accomunò ancora i due popoli; e gl'italiani e gli ungheresi, vinti e soprafatti dall'Austria si strinsero insieme in un patto ideale di alleanza e di fede,