Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO PONTIFICIO 1868-1870; VOLONTARI CANADSI ESERCITO PONTI
anno <1969>   pagina <644>
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Elio Lodolini
alloggio, vestiario* armamento, rancio giornaliero con una razione di pane, ma senza vino e la paga di centesimi 37,50 al giorno per il servizio in Roma o di centesimi 32,50 al giorno per quello in provincia.
Si prova una vera emozione concludeva la risposta del Pro-Ministro delle Armi nel vedere lo zelo di tanti cattolici, anche appartenenti alle più illustri fa­miglie, per essere ammessi a servire come semplici soldati nelle Truppe Pontificie, tuttavia non si deve tacere che ormai il nomerò delle medesime si è talmente ele­vato in proporzione del nostro Stato, che se i nuovi aumenti che si offrono dal Ca­nada eccedessero qualche centinaio, potrebbero forse dar luogo a qualche complica-sione politica.
Ciò può servire vieppiù: di norma per le domande degli altri che non fecero alcuna parola delle spese occorrenti sia nell'ammissione, sia nel mantenimento... fe. '
L'arruolamento dei canadesi avvenne con grande rapidità: già poco più di un mese più tardi, come abbiamo visto, il primo gruppo di volontari giunse a Roma, seguito successivamente da altre aliquote.
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Secondo il colonnello Attilio Vigevano, che ha dedicato un ampio studio alle vicende militari che posero fine allo Stato temporale della Chiesa,2) le truppe pontificie, nel primo semestre del 1870, oscillavano fra i 13.000 ed i 13.500 uomini. Il 20 agosto 1870, cioè un mese prima della fine dello Stato pontificio, la forza era di 13.385 nomini, compresi la Sanità militare, l'Animi* lustrazione, i Cappellani militari. Di quei 13.000 uomini, la metà, e cioè circa 6.500, erano gli italiani (sia dello Stato pontificio che di altre provincie d'Ita­lia), ed altrettanti gli stranieri.
Tutta italiana era la Gendarmeria (una Legione di 1.688 uomini), mentre ratta straniera era la Legione romana, o Legione di Antibo (francese di 1.410 nomini). L'unità più numerosa era il Reggimento Zuavi (2.901 nomini), for­mato su base internazionale; seguivano il Battaglione Cacciatori (1.675 uomini), il Reggimento Carabinieri esteri (1.262 uomini, per lo più tedeschi e svizzeri), un Reggimento di Fanteria indigena (1.075 uomini), un Reggimento di Arti­glieria (852 uomini), un Reggimento di Dragoni (cavalleria, 533 uomini) ed altri corpi minori.
Oli stranieri, secondo il Vigevano8) (dal quale abbiamo tratto anche le indicazioni numeriche dei singoli reparti sopra riportate), erano cosi distribuiti per nazionalità; Francia circa 3.000 uomini, Germania e Austria 1.200, Sviz­zera 1.000, Olanda 900, Belgio 700, Canada 300. Minori erano i contingenti prò* venienti dall'Inghilterra, dalla Russia, dalla Spagna, dagli Stati Uniti d'Ame­rica. Come curiosità, il Vigevano ricorda infine che vi erano volontari dei se­guenti Paesi: Tunisia 4, Turchia 3, Siria 3, Brasile 2, Marocco 1, Messico 1,
1) Lettera del 1 febbraio 1868. citata.
2) Colonnello ATTILIO VIGEVANO, 1M fine delVEtarcito pontifìcio, Roma, Stabili mento tipografico per rAmminìstrazIone della Guerra, 1920, pp. XDC-864, con 37 tavole, e 7 earte e ninni topografici fuori testo.
8), A. VIGEVANO, La fine dell'Esercito pontificio, cit., p. 123.