Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; 1848 ; UNGHERIA
anno <1919>   pagina <579>
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. ì proclami latini diretti dagli Italiani ecc. 670
Molti ne caddero vittime e molti ne cadranno forse anoora; ma la vostra causa è giusta, e Dio l'aiuterà, come lo disse il gran Pio nella sua Benedizione profetica sopra gli stendardi tricolori italiani :
La croce sul petto, la fede nell'anima, voi siete i guerrieri di Dio, e Dio non perde ! ! !
Ma non è la vostra patria sola che ebbe a combattere contro l'oppressione ! ! ! Tutta l'Europa è in piedi, tutte le nazioni si porgono le mani per la sacra causa della libertà. E cosi abbiamo anche noi degli affari non molto amichevoli contro il governo au­striaco; vi dichiariamo dunque per vostra regola che non abbiamo la minima antipatia contro le truppe italiane, e qualunque sieno le informazioni menzognere, che si fanno dai vostri capi tedeschi, noi non tendiamo ad altro che a mantenere intatta la nostra libertà, per aiutarvi quanto prima di rivedere la vostra patria e per com­battere e morire per la vostra libertà,
Non dimentichiamo i diritti umani, che le nazioni non sono al mondo ad ammazzarsi, ed opprimere la libertà, la quale deve essere cara e santa.
Vivano i bravi italiani che seppero combattere e morire per la libertà.!
La parola d'entrambi sia : Viva la libertà, l'eguaglianza, la fraternità.
Dio ci guida alla vittoria.
Post TU aprile 1848. I
Vostri amici.
Le dichiarazioni, contenute in questi due proclami, le promesse di concordia, le proteste di fede, ripetute anche nella corrispon­denza secreta dei patrioti e dei comitati rivoluzionari, italiani e magiari, indussero a credere che i sentimenti e i propositi espressi dagli emigrati ungheresi, venuti a rifugiarsi in Italia o a combat­tere con noi, fossero comuni a tutta la nazione. L'errore durò a lungo ; pochi n'ebbero il dubbio, e troppo tardi ne acquistarono la certezza.
Nel 1865 i Gomitati nazionali interni della Venezia pensarono di far cosa utile agli interessi veneti e dell'Italia, inviando a Vienna e a Pest un incaricato che rilevasse accuratamente il vero stato delle cose e delle relazioni che esistevano fra l'Austria e l'Ungheria.