Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSO CATTOLICO (VII) LUCCA 1887; MOVIMENTO CATTOLICO ITALI
anno <1970>   pagina <68>
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Camillo Brezzi
nel concludere il suo discorso Bottini riaffermava che la corporazione cri­stiana è atta a mitigare le sofferenze degli operai, a rendere più sicura la posizione dei padroni e spegnere il fuoco della discordia che divampa fra loro ed a far regnare in sua vece l'ordine ed in conseguenza la pace : ma era ancora l'operaio a pagar il più duro prezzo per giungere al pur nobile fine.
La realizzazione della corporazione nel secolo XIX, anche se richiamava nel concetto quella medioevale d'arti e mestieri, naturalmente si sarebbe distinta, perché diversissima dall'antica è oggi la costituzione dell'indu­stria . 'S) Tale concetto, anche se esposto dal Bottini, era un'eco evidente delle convinzioni del JVEedolago e ci conferma come nell'ambito della seconda sezione fosse assai intenso lo scambio di idee: non solo infatti si è constatato poc'anzi che Toniolo e Medolago avevano discusso fra di loro di questo problema, ma soprattutto lo stesso Medolago unico fra i cattolici italiani presente alle riunioni di Friburgo organizzate dall'cc Union interna donale d'ètudes sociales sotto l'impulso di mons. Mermillod aveva fatto circo­lare fra i membri dell'Opera dei Congressi il pensiero più avanzato del cat­tolicesimo europeo su tali argomenti e comunicati i risultati raggiunti dagli altri paesi europei. ?9
Dopo aver ricordato alcuni esempi di società operaie cattoliche, come l'Artistica operaia di Roma e la più famosa Opera dei Circoli francese, Bot­tini passava ad analizzare i tre principali tipi di corporazioni: le obbligatorie sul modello di quelle esistenti nell'Impero Austro Ungarico, dove però l'or­ganizzazione del lavoro ed i rapporti fra padrone ed operaio viene stabilito quasi esclusivamente dai padroni perché gli operai non sono rappresentati nella Corporazione che da soli sei dei loro membri ; le privilegiate sul tipo delle Innungen tedesche che son fatte più per i padroni che per gli operai non potendo quest'ultimi prendere parte alle adunanze generali ed all'ammi­nistrazione; ed infine quelle aperte o libere inquantoché ogni padrone ed operaio è in facoltà di farne parte se vuole, ma non vi è costretto da nessun obbligo, potendo esercitare la sua professione fuori di esse . 4> Quasi super­flua è quindi la domanda quali di questi tre tipi è preferibile? La prima infatti basandosi sulla obbligatorietà non può essere cristiana, nella se­conda sebbene il principio della libertà non è distrutto, ma è pure assai offeso , rimane dunque l'ultimo modello, che è quello che va istituen­dosi in Francia ed in Inghilterra , il quale risponde anche ai bisogni della
i) Ivi, p. 257* 2) Ivi, pp. 223-224,
8) Si veda il mio articolo, La partecipazione italiana all'* Union de Fribourg* (1885-1887), in Civita*, ottobre 1957, pp. 33-53.
4) Atti e Documenti del VII Congresso Cattolico cii., pp. 234*237.