Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSO CATTOLICO (VII) LUCCA 1887; MOVIMENTO CATTOLICO ITALI
anno <1970>   pagina <74>
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Camillo Brezzi
ciale da parte dell'autorevole organo cattolico potrebbe avere una sua spie­gazione se lo si ricollega alle osservazioni che sono state fatte all'inizio del presente articolo: mancava in larghi settori del cattolicesimo intransigente italiano > ed in particolare al vertice una autentica coscienza per la questione sociale, ed anche quando il tema era affrontato, magari in sede assai qualificata, ci si riduceva a generiche considerazioni pseudostoriche o ad astratti moralismi, invece di favorire quei pochi volenterosi e capaci che si impegnavano in proposito.
Dovrà passare altro tempo prima che i temi indicati dalla sezione di Economia sociale cristiana a Lucca sulle associazioni d'arti e mestieri, la loro abolizione, la loro rinascita, le corporazioni cristiane del secolo XIX, venissero analizzati in un più completo studio sulla Civiltà Cattolica alla fine del 1889 dal padre Matteo Liberatore, nel quale la stessa definizione di corporazione richiamava alla mente quella data dal Bottini a Lucca. *) È da tener presente che nello stesso periodo di tempo il padre Liberatore at­tendeva per incarico del Pontefice alla stesura del primo schema di quella che sarebbe stata l'enciclica leonina sulla questione operaia, nota oggi come Rerum Novarumi infatti ai primi del luglio 1890 egli ne consegnava il testo per la traduzione latina. 2)
Anche se le reazioni non avevano corrisposto alle aspettative, i cristiano sociali si consideravano soddisfatti del proprio lavoro ed in modo particolare il Medolago fu lieto di avere sentito riaffermare nell'assise generale dei cattolici temi e proposte di cui egli aveva sostenuto la necessità sin dalla prima assemblea regionale lombarda del 1878 e che, appena iniziata l'ami­chevole collaborazione col Toniolo, gli aveva sottoposto per riceverne un più
ticolo finché guerreggiasi il domina e la morale cristiana; finché nhbriacasi il popolo col forno di una chimerica sovranità e con la tazza dei piaceri, finché Bruciasi incenso al vitello d'oro degli ebrei e alle Venere de' pagani, finché insomma si professa il culto della carne, l'idolatria del piacere, la morale, la scienza e l'arte pagana, non solamente non è a sperare che si possa pacificamente risolvere la que­stione operaia; ma vi ha tutta ragion di temere ch'essa degeneri nel temuto socialismo e comunismo; e ci prepari giorni di terrore, di delitti e di sangue, simili a quelli che resero e renderanno eternamente esecrande e infami le rivoluzioni del 93. e del 70, delle quali solo una generazione di uomini abbruttiti e insatanassati oserebbero fare l'apoteosi, fot, p. 265.
*) Le associazioni operaie, in La Civiltà Cattolica, a. 40, serie XTV. voi. TV, quad. 947, pp. 521-522, Roma, 7 dicembre 1889. La corporazione secondo il padre gesuita doveva essere: una società di padroni insieme e di operai, intesa ai comuni van­taggi non Bolo materiali, ma ancora e principalmente spirituali. Essa dev'essere for­mata di padroni insieme e di operai} perché così non altrimenti si può pervenire ad estinguere il loro scambievole antagonismo . Si veda la definizione data dal Bot­tini, precedentemente a p. 67 nota 8.
3) L'enciclica Rerum Novurum. Testo autentico e redazioni preparatorie dai documenti originali, a cura di mona. 6. ANTONAZ/.I, prelazione di S. E. D. TARDISI, Roma, 1957, pp. 13-14.