Rassegna storica del Risorgimento

DONIZETTI GAETANO; GIOVINE ITALIA
anno <1970>   pagina <76>
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
GAETANO DONIZETTI E LA a GIOVINE ITALIA
Nel 1961 si commemorò il Centenario della costituzione dello Stato unitario italiano e toccò a chi scrive il compito di rievocare a Bergamo il pensiero e l'azione di Giuseppe Mazzini. Volgendo alla fine del discorso, parlando del maz-zinianesimo in terra lombarda, affermavo: Un problema insoluto invece, è quello della corrispondenza che il Mazzini ricevette a Parigi, ma al nome ed all'indirizzo di Gaetano Donizetti, negli anni 1844 e 1845. Non si sa se il grande musicista bergamasco, ammiratissimo dall'insigne patriota, fosse d'ac­cordo con questi, alieno dalle cose politiche quale egli si dichiarava, per me­glio e più dedicarsi all'arte, che diceva essere l'unico scopo della sua vita. Que­stione interessante che varrebbe la pena di riprendere e di approfondire, anche per chiarire se effettivamente il Donizetti rimase solo a lato del moto italiano che, pur non intensissimo negli anni avanti il 1848, tuttavia era ben noto in Italia ed all'estero, specie negli ambienti del nostro fuoruscitismo. Qui basti far cenno al fatto che il suo maestro Simone Mayr risulta in un elenco di so­spettati di liberalismo redatto dopo il ritorno dell'Austria, che gli insorti mode­nesi del '31 cantarono sulle note di una romanza donizettiana degli Esiliati in Siberia le loro aspirazioni patriottiche; che al Mazzini si raccomandavano nel 1845 lo Sterbini e il Sajani per poter scrivere un libretto per Donizetti e che, soprattutto, Giovanni Ruffini fu l'autore del Don Pasquale e, col fratello Agostino, correttore del testo del Marin Fallerò . 19
Eccomi qui a risolvere il piccolo problema ed a dire qualcosa anche di più sui rapporti tra Gaetano Donizetti ed il fuoruscitismo italiano in Francia, specie nel lustro 1842-1847. Un discorso breve, ma non privo di interesse, se si ri­fletta che nel 1842 il grande musicista ci dava il Don Pasquale e nel 1845 iniziava il suo fatale declino, che doveva concludersi in Patria con la morte avvenuta l'8 aprile 1848.
H 28 ottobre 1815 Gaetano Donizetti, quasi diciottenne, lasciava Bergamo per il Conservatorio di Bologna, allora diretto dal celebre Padre Mattei. Qui visse la sua più intensa stagione, volta ad apprestarsi alle imminenti battaglie musicali, ma non a quelle politiche, benché si incontrasse e stringesse amicizia con uno dei più simpatici esponenti del Risorgimento, Piero Maroncelli, che rian­dando molto più tardi) il 30 luglio 1843, a Nuova York, ove era emigrato, le giornate bolognesi di più che vent'anni prima, così scriveva all'Autore di Lucia e dell'Elisir d'Amore: Tu non avrai dimenticato i begli anni di gioventù pas­sati insieme a Bologna. Tn al Liceo Musicale, io a questo ed alla Università, ed inoltra le care conversazioni in casa degli Antonii. Ed uscito di captività, doveva pur essere da quella incantevole Clementina, ch'io doveva vederti per la prima e finora-, per la sola volta. Spero non sarà l'ultima in mia vita! . 3)
Il Donizetti, tuttavia basta scorrere l'epistolario come meglio si dirà,
1) ALBEBTO AGAZZI, Cento anni di vita italiana, in Atti dell'Ateneo di Bergamo, voi. XXXI (1960-1961), pp. 91-125.
2} GUIDO ZAVAOINI, Gaetano Donizetti. Vita, Musiche, Epistolario, Bergamo lat. Italiano d'Arti Grafiche, 1948, pp. 11 e 895-896.