Rassegna storica del Risorgimento
SOCIET? SOLFERINO E SAN MARTINO
anno
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1970
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pagina
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183
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Vita dell'Istituto
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life within the oontext of the total civilistation. Thìs openness to otber ureas of human artivity has enriched bis studio in economie history. and Iris comma n3. of economie history has in tarn enabled Iiim to view medieval civilization with a new imieht. Bis Birth of Europe now translated oc abont to bc translated imo ali the major west-Europea languages, thus ranks as one of the richest and mosl rounded esssys on the medieval world.
The Cìtation given today of conrse honors Professor Lopez fot bis contrihiitions specifically to Italian history. For if it is trae that bis work bas been without narrow chronological or geographic limite, it is equally trae that Italy has ocenpied a special place in his interest?, since the lime he began bis research as a young scholar in the arehives of Genoa. Over the past thirty or more years, he has helped bring American scholarship to a discovery of medieval Italian history, and to a new appreciation of the Italian coutribution to the formation of the medieval world. If the sludy of me* dieval Italy now flourishes in America and there is no doubt that it does ibis is due in no email measure to tbe sLimulation and the inspiration which Professor Lopez, as scholar and teacher, has provided.
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PIACENZA* L'8 febbraio, a cura della Sezione di Piacenza della Deputazione di storia patria per le Province parmensi e del nostro Comitato, è stala tenuta una riunione di studi per ricordare, nell'occasione del recente centenario, episodi e strutture della dominazione napoleonica nei nostri antichi Ducati.
Erano presenti numerose autorità, soci della Deputazione e dell'Istituto convenuti anche da altre città, Studiosi e un folto pubblico che segni con attenzione lo svolgersi delle numerose relazioni, tutte documentate sulla base di ricerche originali e tali da recare un contributo essenziale all'approfondimento di una pagina di storia di vivo interesse ma poco conosciuta.
H convegno fu presieduto dal conte Giuseppe Salvatore Manfredi e dal conte Emilio Nasalli Rocca e si articolò su varie prospettive.
In apertura del Convegno, il conte Manfredi diede un'ampia panoramica del periodo compreso fra il 1796 e il 1814, accennando ai primi incontri del generale Napoleone e alle diverse situazioni createsi con i trattati di Luneville e di Aranjuez. II Ducato rimase staccato dagli altri territori che fecero parte delia Repubblica Cisalpina e Italiana poi, prima di essere incorporati nel 1802 nell'Impero francese; tale caratteristica deve attribuirsi al fatto che il Ducato di Parma gravitava nell'orbita del Re di Spagna che non era contrario alla Francia repubblicana e al motivo che i sovrani erano amati e apprezzati dai loro sudditi. Ma una terza ipotesi si può avanzare: Piacenza e Parma costituivano una base militare di prini'ordiiie, essenziale per la Francia.
L*aw. Corrado Sforza Fogliarli trattò il tema: L'Ordinamento amministrativo napoleonico e PIsliluto prefettizio in particolare nella sua applicazione piacentino-parmense e nella sua influenza sull'ordinamento amministrativo italiano dell'800 , esponendo l'influenza esercitata da Napoleone sul mutamento della vita sociale e del connesso ordinamento giuridico in Italia sull'ordinamento amministrativo. Occorre notare che tale ordinamento, esteso ai territori di Parma e Piacenza il 21 luglio 1805, fu anomalo riguardo alla solita prassi seguita dai Francesi; esse conservarono una loro autonomia amministrativa fino al maggio 1808. Si stabili che le funzioni, fino ad allora esercitate dalla Amministrazione generale, fossero le stesse di quelle dei prefetti in Francia e che presso di essi vi fosse un segretario generale e un consiglio di giurisdizione contenziosa. Il territorio veniva diviso nei quattro circondari di Piacenza, Parma, Borgo San Donnino, Guastalla. Con questa sistema il prefetto eia l'organo esecutivo dell'intero territorio a lui sottoposto, coadiuvato dal Consiglio di prefettura con determinati compiti. L'istituto prefettizio fa il pilastro della amministrazione statale anche nel periodo immediatamente postunitarlo. Il prefetto, nella sua provincia, non era solo