Rassegna storica del Risorgimento

SOCIET? SOLFERINO E SAN MARTINO
anno <1970>   pagina <185>
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Vita dell'Istilli tu
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vìstm del Collegio. Il generale fu talmente bene impressionato che confessò di essere andato al Collegio con l'intento di mandare tulli al diavolo t. ma si era ricreduto; quindi da quel momento, si dichiarava protettore del Collegio. Dopo l'annessione del Ducato alla Francia, la vita al Collegio potè proseguii senza gravi ostacoli. Moreau de St. Mery ebbe una altissima stima per i Missionari, incaricò Antonio Mantcgna di iniziare regolari osservazioni meteorologiche e fece spesso notare al Ministero degli Interni lo funzione civile del clero educato a San Lazzaro per il mantenimento del l'ordine pubblico.
L'occupazione napoleonica dell'Oltrepò piacentino, territorio di quasi 80 miglia stendentesi fra Cu arda miglio, Fomhio. Caselle è stata oggetto di studio del prof. Giu­seppe Berti. Data la fertilità del suolo e il suo reddito, oltre che per altri ovvi motivi, il territorio era assai ambito dagli Stati confinanti.
Nel 1797, l'Oltrepò venne occupato e incorporato nella Repubblica Cisalpina; si ebbero schermaglie diplomatiche per cercare di rimuovere la occupazione che però rimase férma perché l'Oltrepò non tornò più a Piacenza.
I moti del 1806 nella montagna piacentina sono stati studiati dal doti. Gianfranco Scognamiglio. Quando la contestazione poteva portare al carcere e alla fucilazione, gli umili montanari piacentini osarono ribellarsi a Napoleone; presero motivo della coscrizione volontaria per protestare contro le ruberie, le innovazioni portate dai francesi, l'eccessivo fiscalismo. Dai documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Genova si ha una panoramica della situazione. I moti piacentini vanno quindi con siderali antesignani di quelli che portarono al Risorgimento italiano e investono tutte le nostre vallate da quelle dell'Arda a quelle del Tidonc. Il dolt. Scognamiglio né ha esaminato lo svolgimento, la decisa presa di posizione di Napoleone, l'azione del gen. Junot, ricordando le vittime della repressione.
Dell'Amministratore Moreau de Saint Mery e dell'inchiesta statistica sul territorio piacentino ha riferito la dott. Carmen Artocchini che ha brevemente illustrato l'opera della singolare figura dell'Amministratore, che giunto a Parma nel 1801, seppe farsi amare dalla popolazione dando il via ad una serie di sugge leggi e provvedimenti. Fra il 1803 e il 1805 egli inviò ad individui di speciale competenza di ogni capoluogo, un questionario di ben 53 domande. I più solleciti mostrarono conoscenza profonda dei vari problemi e prospettarono soluzioni e diedero suggerimento che precorrono certe istituzioni moderne. Per uno studio organico e approfondito della nostra pro­vincia al principio del secolo scorso, occorrerebbe che tutte le relazioni venissero cono­sciute integralmente.
Dal nutrito carteggio giordaniano il prof. Giovanni Forlini ha poi potuto seguire l'iter che portò il Giordani alla elaborazione del famoso panegirico a Napo­leone (in cui egli esalta più che le doti militari, quelle civili) e i motivi che Io spinsero a scriverlo per le pressioni che gli vennero fatte da molte parti.
II prof. Ernesto Cremona ha quindi ricordate le manifestazioni letterarie piacen­tine nel periodo napoleonico; le varie composizioni poetiche, odi, sonetti, dovuti a G. Poggi Cecilia, G. Paolo Maggi, Bernardino Manticlli e ad altri; creati in occasione varie, per esempio per il matrimonio di Maria Luigia e la nascita del Re di Roma e ancora le epigrafi, le iscrizioni, le composizioni in onore di Maria Luigia, non più Imperatrice, ma Duchessa di Parma e Piacenza. Furono messe in evidenza i motivi dominanti nei vari poeti.
Raccogliendo notizie disseminate il maestro Dante Rubini ha parlato delle mani­festazioni musicali dell'età napoleonica dei vari Te IJvum e Messe solenni tenutesi in Duomo, Santa Maria di Campagna e in San Napoleone (alias S. Francesco) dei mot­tetti e sinfonie in onore di Napoleone e dei suoi famigliari musiche di cui spesso fu autore il m." Giuseppe NicoJini. A quell'epoca risale anche la costruzione del Tea­tro, ora detto Municipale, essendo insufficiente quello delle Saline e distrutto - - pochi anni prima - - da un incendio quello della Cittadella, Molto le opere e i halli di cui sono stati ricordati i maestri, i direttori d'orchestra e cantanti fra i quali molli esordi-