Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <191>
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m FONTI E MEMORIE B
L. G. DE CAMBRAY-DIGNY TRA AFFARISMO E POLITICA
(1865-1869)
L'8 agosto 1868, al termine di una sessione parlamentare lunga e faticosa, la Camera dei Deputati si chiudeva, dopo aver votato in questa ultima tornata la legge sulla Regia dei Tabacchi. Il clima di rabbia, di sospetto, d'intrigo che aveva pesato sulla discussione parlamentare, avrebbe continuato ad influenzare gli editoriali delle principali testate italiane, tutti concordi nel giudizio sulla irreversibile spaccatura che si era ope­rata in questa occasione in seno alla già instabile maggioranza. Le cosidette nobili parole, che il Lanza aveva pronunziato all'atto di abbandonare lo scranno di presidente della Camera, erano state un capolavoro di reto­rica ottocentesca ed avevano essenzialmente mirato a dare le ultime rifi­niture al personaggio di novello Catone che il deputato piemontese aveva sempre avuto l'ambizione di interpretare. Il tono altero ed il compiaci­mento con cui Lanza aveva giustificato la sua condotta attuale non man­carono comunque l'obiettivo di gettare il sospetto, sebbene mai troppo espli­citamente, su altri esponenti politici. Anche tali allusioni non avrebbero tardato ad essere ingigantite dai cronisti dei fogli scandalistici, felici di aver trovato un argomento su cui sbrigliare la fantasia, in una estate che si mostrava tanto avara di sensazionali notizie. Non è il caso, in questa sede,]) di fare la storia della discussione parlamentare, anche se potrebbe essere interessante per i molteplici riflessi che ebbe sulla vita politica, in quanto segnò una nuova frattura nella Destra ed ebbe come diretta con* seguenza l'intensificarsi dell'opera di avvicinamento del Governo alla Per­manente e alla sinistra mordiniana. Non era la prima volta che un tenta­tivo di tal genere veniva messo in atto dai Consorti, poiché di un mini­stero ce consorte si trattava, anche se la rappresentanza toscana non era numericamente prevalente. Infatti il ministro delle Finanze Cambray-Digny, come personalità più rilevante dell'intero Gabinetto Menabrea,a) aveva
i) L'approfondimento di tali problemi e di altri a cui sarà fatto riferimento nel corso del presente articolo, esorbita dai limiti dì questa ricerca, che tende sol­tanto ad una migliore conoscenza di alcuni < grandi affari attuatisi in Firenze capi­tale. Tali argomenti saranno comunque trattati in altro lavoro, che sto attualmente terminando.
2) Questo giudizio giù dipresso da ERNESTO RAGIONIERI (1 moderati toscani e la classe dirigente italiana negli anni di Firenze capitale, in Paragone, agosto 1965, ed ora riunito ad altri saggi in Politica ed amministrazione nella storia dell'Italia unirà, Bari, 1967, edizione da cui si citerà)* ha trovato recentemento conferma in quello che può essere considerato il primo studio sul ministero Menabrea : il capitolo I Mi*