Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <192>
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Romano Paolo Coppini
ormai assunto il ruolo di vero e proprio capo della deputazione toscana, e portava nell'amministrazione centrale dello Stato, quei principi che ave­vano improntato da sempre Fazione politica dei moderati toscani, e attra­verso la sua persona indicava la continuità con quanto egli stesso aveva attuato in qualità di sindaco di Firenze fino al novembre 1867, quando era stato chiamato al ministero delle Finanze.
Perciò più delle manovre dei partiti, anche queste tanto care a Digny, potrà essere interessante ed utile cercare di conoscere un poco più a fondo la storia delle trattative di Digny con vari istituti di credito europei, desiderosi tutti, di partecipare ad un'operazione che si annunciava tanto favorevole ai loro interessi. La corrispondenza dei Destri toscani (deputati, amministratori di società)-, intrecciata fra di loro e con i membri dell'alta finanza, può essere infatti utile ad illuminare una serie di rapporti, di legami, che non sono stati ancora sufficientemente studiati: soprattutto però può servire ad individuare una continuità nell'azione dei membri del gruppo toscano ed una unità di tendenze che si riscontrano ad ogni livello della loro azione politica, sia negli organi dell'amministrazione locale, sia in quella centrale. Sarà perciò necessario iniziare col cercare di individuare alcune costanti di un certo comportamento dei moderati, toscani nei con­fronti dei grandi gruppi della finanza internazionale, fin dai tempi del trasferimento della capitale a Firenze, poiché già nell'assegnazione di certi, lavori furono seguiti gli stessi metodi e principi che si riscontreranno nella
nisterì Menabrea e la politica finanziaria di Cambray-Digny nel voi. V della Storia dell'Italia moderna di GIORGIO CANDELORO, Milano, 1968. p. 334 sgg. Le pagine del Candeloro appaiono tanto pia essenziali in quanto, nonostante la mancanza quasi assoluta di studi monografici volti ad illuminare questioni particolari, rappresentano una prima sintesi ed il primo tentativo di dare un giudizio complessivo sull'opera politica di questo ministro delle Finanze, forse il meno studiato della storia d'Italia: sarebbe utile ad cs. una maggiore conoscenza dei problemi e della consistenza dei gruppi ebe furono determinanti di una certa politica. Appare perciò ancora valido il consiglio di ERNESTO SESTAN, La Destra toscana, in Rassegna storica toscana, a. VII (1962), Atti del XVI Congresso storico toscano, pp. 217-236, il quale riteneva che più interessante dello studio della politica finanziaria di Digny, sarebbe stato utile venere come fosse discussa e accolta dai " consorti " e come si conformasse all'economia to­scana o la turbasse lp. 227).
Riguardo al periodo in cui Digny resse il dicastero delle Finanze restano comun­que fondamentali i giudizi espressi da ACHILLE PLEBANO, Storia della finanza italiana nei primi quaranta anni dultnnijicazione, ristampa a cura di K. BuSCEMA, Padova, 1960. Di qualche utilità le storie parlamentari dello Arbili e del Cilihrizzi. Ved. inoltre ISIOORE SACHS, L'Italia, se* 1innnv.es et son développement économique, depuis VunifU cattati du Royaume* D'après dea documenta officici ti, Saint Denis ( Paris), 1885. Qualche notizia in GASPARE FINALI, Il conte Luigi Guglielmo de CambrayDigny, com­memorazione FiUia il S aprile 1908 albi R. Accademia dei GeorgofiH di Firenze, stam­pata a: Firenze nel 1909, e nell'urti co lo di FEDERICO GIUNTA, Dei carteggi politici e fa-miliari di L. G. de Cambray-Digny (18S94U70Ji- in Nuova Antologia, fase. 1020, giugno 1914, pi. 577-598.