Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <194>
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Romano Paolo Coppini
raggruppano i più grossi interessi della finanza nazionale e straniera. Oltre alla Banca Nazionale Toscana, due erano gli istituti più importanti: VAnglo-Italian Bank, *> società anonima a responsabilità limitala, costi­tuitasi in Londra ed autorizzata ad esercitare il suo commercio in Italia con decreto 20 marzo 1864, e la Banca di Credito di Firenze,2' che nata nel 1863, era stata, nel 1865, autorizzata a riformare il suo statuto per adeguarlo alle necessità di intraprendere lavori pubblici. Intorno a tale istituto si concentrava una parte del capitale francese presente in Italia: infatti dei 28 membri da cui era amministrata la banca solo 14 risiede­vano in Italia. Quelli residenti all'estero si radunavano a Parigi, dove componevano un comitato le cui deliberazioni erano riunite a quelle del consiglio di amministrazione residente a Firenze. Il capitale complessivo era di 60 milioni, suddivisi in azioni di 6500 lire l'una. Come si vede, il costo delle singole azioni, piuttosto alto, anche in confronto a quelli delle altre società, tendeva a favorire la concentrazione dei capitali in poche mani. In Italia gli interessi di tale istituto facevano capo prevalentemente alla famiglia Ridolfì, che, forse anche per il fatto di essere portavoce del capitale francese, si trovava ormai un po' ai margini del gruppo moderato e dei suoi più clamorosi interventi in varie imprese. 3' Ciò non toglie che
l) Ved. in Archivio della Camera di Commercio e Arti di Firenze (da ora A.C.C.A.F.) lo Statuto della Banca Anglo-Italiana, con capitale di un milione di sterline (25 milioni di lire) diviso in ventimila azioni. Di tale statato e di altri die citerò, non posso dare la collocazione in maniera più precisa, perché si trovava, e forse si troverà ancora, insieme a molte altre carte in disordine, in uno stanzino dell'attuale Camera di Commercio, ma che non conteneva certo il grosso del materiale della Camera di Commercio negli anni del Granducato e del Regno. Tale fondo non era troppo copioso, poiché, secondo le dichiarazioni di alcuni impiegati, sembrava che la mag­gior parte del materiale fosse andato distrutto in un incendio nel 1912, o secondo altri si trovasse all'Archivio di Stato, dove già lo avevo cercato senza alcun frutto. Solo la recente alluvione di Firenze mi ha permesso di conoscere con certezza la collocazione di questo materiale, ormai danneggiato e per ora non consultabile, pres­so la Camera di Commercio di Firenze. Tale fondo pare che fosse di notevole rie* chezza e di imprescindibile interesse, ved. la comunicazione di C. Prunai sui danni subiti dai vari archivi fiorentini ed in particolare dai documenti dell'Archivio post-unitario della Camera di Commercio, in Archivio storico italiano, dicembre 1966,
3) A.C.CA.F. Statuto della Banca di Credito di Firenze. Lo scopo sociale è sot­toscrivere prestiti, intraprendere lavori pubblici, etc. Il capitale complessivo è di 60 milioni. l/Asserableo Generale, composta dei 200 più forti azionisti, si tiene simul­taneamente a Firenze e a Parigi. Viene annualmente convocata nel mese di maggio, e sempre quando ve ne sia bisogno o a richiesta motivata di azionisti rappresentanti un terzo del capitale.
8) Sugli scontri fra opposti tutoressi vedi più avanti i dissensi nel Consiglio Comunale per l'assegnazione di alcuni lavori, in cui la parte dei Digny e Peruzzi usciva vittoriosa con 24 voti contro 6 doti ad un controprogetto Ridolfì: così Peruzzi in formava Digny, ormai Ministro (Biblioteca Nazionale di Firenze d'ora in poi B.N.F., Corte Digny, Antella, 6 novembre 1867). Tale opposizione continuerà anche negli anni