Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <199>
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L. G. de Cambray Digny 1865-1869 199
swell . ' ' Lo stesso Peruzzi, nell'abbozzo di relazione, preparata per Digny, si era adoperalo per a con futa [re] i punti più essenziali dell'offerta, dilun­gandoci] specialmente su quelle ridieolissùne dell'Ass. Webb ,2) in que­sto seguendo i desideri del sindaco. Le offerte del sig. Webb non erano, però, cosi ridicole e perfino un giornale ligio alla consorteria, ed a Pe-ruzzi in particolare, la Gazzetta di Firenze, non poteva fare a meno di osservare che l'offerta della Creswell debba essere vantaggiosissima, se fu preferita a quella del sig. Webb, che da niuno può essere dichiarata onerosa per il Municipio . '*>
Le società a partecipazione anglo-italiana stavano diventando tanto forti che difficilmente si sarebbe potuto prescindere da queste: d'altra parte lo sviluppo industriale italiano era tale ebe non esistevano grosse società, che avessero la forza, l'esperienza e le capacità per competere con le stra­niere. Si avevano, in Italia, casi di industriali isolati, competenti e con l'esperienza di qualche grande lavoro, ma in genere essi non avevano alcuna possibilità di inserirsi in un pubblico concorso se non avevano alle spalle qualche grosso istituto di credito. È quanto accadeva all'industriale Borgetti, che offriva la propria opera per la costruzione dell'acquedotto di Firenze, ma senza che i suoi progetti venissero neppure presi in consi­derazione. 4)
Proprio per la questione dell'acquedotto si giungeva, dopo anni di schermaglie, allo scontro frontale fra i due gruppi finanziari contrap­posti, che ruotavano intorno alla Anglo-I tali an Bank e alla Banca di Cre­dito di Firenze. Le trattative con la società Laidlaw and Glasgow, che si era impegnata a presentare offerte per la costruzione dell'acquedotto, sembravano infatti ben avviate, in quanto tale ditta era appoggiata in Con­siglio comunale da tutto il peso del capitale inglese investito a Firenze; inoltre l'odio nei confronti della Banca di Credito coalizzava in favore della società inglese tutti quegli interessi che facevano capo alla Banca Nazio­nale Toscana. Da una parte infatti si trovavano schierati Digny, Peruzzi, Fenzi, Galeotti che desideravano comunque la continuazione della trattativa con la Laidlaw, nonostante che da anni ormai la società non facesse che frap­porre ostacoli, dall'altra il gruppo che faceva capo a Ridolfi, il quale avrebbe
D Cfr. Atti del Consiglio Comunale di Firenze, sedata del 17 ottobre 1865.
2) B.N.F., Carte Digny, U. Perazzi a Digny, Ann-Ila, 24 loglio 1865.
8) La Gazzetta ili Firenze, 23 loglio 1865,
*) Il Sig. G. 8. Borgetti aveva costruito an piedoni in Francia, in Algeria, in Spagna, a Venezia, Torino ed era appoggiato da nna potente casa bancaria di To­rino, the è quella dei {rateili Cedano; coti si esprìmeva Celestino Bianchi in una lettera in coi lo presentavo a Digny f B.N.F., Carte Digny, Torino, 8 marzo 1865). L'of­ferta non era presa in alcuna considerazione ed appena un mese dopo Peruzzi ac­cettava l'incarico da parte di Digny per trattore colla Società delle Strado Ferrate Ita­liane e Lorenew per la costruzione dell'acquedotto ( B.N.F., Carte Digny, A ut eli a, 28 aprile 1865).