Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <201>
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L. G. de Cambray Digny 1865-1869 201
deve essere inteso soltanto come episodio contingente alla lotta iniziatasi dal '65 fra i più forti grappi europei per rassegnazione dei lavori, ma deve altresì vedersi come un momento di un più ampio piano con cui i consorti fin dai primi anni dell'unità avevano tentato di liberarsi dalla tutela del capitale francese. Gli stessi nomi che erano circolati allora, tornavano da qualche tempo alla ribalta delle cronache finanziarie e nella corrispondenza degli uomini della classe dirigente. Si trattava ancora di esponenti del capitalismo inglese, quali Sir James Hudson, che Ricasoli, fin dal '64, avrebbe visto volentieri interessato in una società a partecipa­zione anglo-italiana, capace di impedire ai Rothschild dì accaparrarsi le Ferrovìe Lombardo Venete .x* Nel *68 Digny e vari esponenti del moderatismo, vicini al ministero, esternavano l'intenzione di legare vieppiù gli interessi inglesi agli italiani; non tardarono ì contatti con varie case londinesi e l'inviato a Londra, conte Rusconi, riteneva che sarebbe stata di valido aiuto al ministero una combinazione nella quale, esclusi Baring e Rothschild, entravano le più rispettabili case bancarie di Europa e che sotto gli auspici di Hambro (l'uomo più influente della City) si annunziava promettitrice d'un sicuro successo .2) Rusconi premeva affinché fossero accettate le offerte inglesi, con una serie di argomentazioni che non erano certo estranee agli esponenti del gruppo toscano: È invalsa l'opinione che Rothschild faceva di noi quello che gli inglesi fecero un tempo nel Portogallo; il vedere ora le altre case d'Inghilterra e d'Olanda associate (se non fatte solidarie) al nostro avvenire [...] avrebbe sopito tutte le rimostranze e conferito immensamente al nostro credito .3)
Intorno ai Rothschild si coagulavano indubbiamente i più forti inve­stimenti francesi in Italia, ma non vi e dubbio che, contrariamente a quanto era accaduto nel '64, oggi l'antifrancesismo dei capitalisti italiani non si rivolgeva contro la casa di rue Lamtte in particolare, ma la investiva solo di riflesso, essendo la più importante Casa Bancaria, e come tale quella a cui più immediatamente volava il pensiero ogni volta in cui si parlava di intervento finanziario francese in Italia. La ragione profonda dell'osti­lità toscana risiedeva comunque ancora nei contrastanti interessi ferroviari, resi ancora più attuali dal prossimo rinnovo degli organismi rappresentativi della Società delle Strade Ferrate Romane, che doveva essere decisa fra qualche mese. L'intento ultimo era lo scioglimento del legame di suddi­tanza in cui 11 capitalismo nazionale si trovava nei confronti di quello
i Errane PASSERIN D'ENTIIÈVES-LHCIANO COIMMNI, Pietro Bastogi-, in La Società Italianii per le Strade Ferrate Meridionali nell'opera dei suol Presidenti* Bologna, 1962. cfr. p. 93.
2) B.N.F. Carte Digny, Rusconi a Menabrea, Fireiwe, 17 aprilo 1868. Inviala da Meimbrea a Digny il 19 aprilo 1868, si trova nella corrispondenita Ira il Presidente del Consiglio od il suo Ministro delle Finanze.
8) Ibidem.