Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <203>
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L. G. de Cambray Digny 1865-1869 203
Per una volta la classe politica fiorentina, anzi forse il solo Peruzzi, sì era potuta permettere di non accettare le tracotanti offerte di Balduino, e di trattare il Credito Mobiliare, come un comune offerente, ma non sarebbe trascorso molto tempo che il Comune avrebbe dovuto stipulare un patto di preferenza con l'istituto- Sarebbe toccato ancora a Perirai, cercare di attirare di nuovo i capitalisti a cui dava un po' di noia il patto di preferenza stipulato con Balduino e tentare di rassicurarli mostrando che questo non era un vero patto di preferenza , poiché se ci impone prima di trattare col Balduino che con altri, non ci toglie di trattar con altri, se con lui non ci teniamo d'accordo . *)
Quanto fosse ascoltata la voce di Balduino in tutti i luoghi ove i toscani potevano esercitare la loro influenza, è facilmente comprensibile appena si pensi alla non indifferente partecipazione dei capitali toscani alla Società delle Strade Ferrate Meridionali; negli ultimi tempi infine, molti esponenti del moderatismo fiorentino, capaci di far valere la propria opinione nelle più importanti questioni riguardanti l'amministrazione locale e centrale dello Stato, si erano trovati cointeressali alle operazioni del Credito Mobiliare, da poco trasferitosi a Firenze. Nella Società per la vendita dei Beni demaniali del Regno d'Italia, accanto a Balduino, che ne ha la presidenza ed al presidente della Banca Nazionale Bombrini, si trova una vera corte toscana,2* che dalle personalità meno conosciute, ma non meno importanti, quali Antonio Monghini e Pietro Collarini, alter ego di Bastogi, saliva ai più alti ranghi ed ai più bei nomi della consorteria, quali Bartolomeo Cini, Tommaso Corsi, il marchese Luigi Ridolfi, Andrea Corsini marchese di Giovangallo, fratello del più noto Tommaso, futuro presidente delle Meridionali, e cugino del sindaco e poi ministro L. G. Cambray-Digny; ed ancora si può ricordare l'amministratore delegato di­rettore generale marchese Camillo Incisa, uno dei più cospicui proprietari fondiari nella Maremma toscana.
Qualunque offerta proveniente dal Credito Mobiliare incontrò perciò sempre la più rispettosa attenzione dei politici toscani e la loro appro­vazione. Le pressioni esercitantesi fra esponenti di una classe politica cosi ristretta e così unita per comune educazione, interessi, timori, non di rado legata a tela di ragno da vincoli di parentela, trovarono il loro corona­mento nell'operazione più fortunata che qualsiasi gruppo finanziario avesse potuto sognare: la Regia dei Tabacchi. Gran sacerdote dell'operazione fu il ministro delle Finanze, L. G. Cambray-Digny indubbiamente il più spregiudicato gestore di denaro pubblico *) fra i ministri delle finanze
i) B.N.F Carte Digny, Peruzzi a Digny, Ani elio, fi loglio 1867.
2) Cfr. Società Anonima per la vendita del Beni Demaniali del Regno di Italia, Bilanci 1869'187. Sull'apertura dalle sottoscrizioni e sul loro successo negli ambienti finanziari toscani* ved. Firenze, 18 aprile .1865.
8) E. BACIONIERI, op. cit* p. 141.