Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <207>
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L. G. de Cambray Digny 1865-1869 207
Gli ambienti finanziari toscani avevano evidentemente sferrato l'at­tacco e toccava ancora al Baslogi cercare di impedire il passo ai capitalisti stranieri.lJ II finanziere livornese ed ex ministro delle finanze non apparve fra i firmatari della convenzione, fatto abbastanza naturale dopo lo scan­dalo del 1864, ma è chiaro che fa direttamente interessato alla emissione delle obbligazioni della Regia, dal momento che il suo inviato a Parigi P. Collarini fu adoperato a dirimere le prime controversie sorte coi soci fran­cesi a proposito del regolamento dei conti fra il Governo e la società. *)
Non si sbagliava perciò James Rothschild, allorché si mostrava ce mal­contento che fate (sic) l'affare dei tabacchi col Bastogi , dal quale era appunto nata la disputa che aveva visto al centro delle accuse il Landau, la cui reputazione era difesa dal barone James, che si diceva desolato che potete pensare che il Landau non è buono per voi, anzi dice che è un amico per voi, e sicuro, e mi ha dato la prova che non è Landau che ha fatto tutte quelle chiacchiere sa Bastogi né l'ha nominato, il Bastogi del resto dice che è in corrispondenza con voi e mille altre sciocchezze .3) Nonostante questo contrattempo che era venuto a turbare i rapporti fra Digny e Roth­schild, questi cercò di ritirarsi abbastanza elegantemente dalla lotta che in questo tempo si combatteva intorno alla formazione della società della Re­gia. Ora che non sarebbe potuto intervenire personalmente, Rothschild po­teva permettersi di sconsigliare a Digny questa operazione, poiché les meilleurs revenus du monde pour un gouvernement, sont les revenns sur les tabacs, que l'on peut augmenter le prix, et le revenu, suivant sa volonté, donner le monopole à des Etrangers, ou mème à des Italiens serait une fante, prenez l'exemple de la France et de la Suisse . *}
Molte personalità, più vicine a Digny di quanto non fosse il ban­chiere parigino, erano pronte a garantire la bontà dell'iniziativa per la finanza dello Stato: il direttore della Banca Nazionale, Bombrini, non era
1) Le idee di Bastogi all'argomento sono ampiamente illustrate in E. PASSEIIIN JB'ENTRÈVES-L. COPPDO, op. cit-t opera corredata da una ampia appendice documentaria da cui traggo (Cfr. p. 133) il bilioso giudizio, espresso nel 1865, che il banchiere ita­liano non esitava a dare di Rothschild e di Minghetti, il quale < vendeva a un ebreo l'indipendenza finanziaria dell'Italia che di quell'Ebreo aveva cominciato a scuotere il giogo....
2) A proposito della controversia coi soci francesi, con cui tenne i contatti il Collarini, affarista di origine pisana, che da ora si impegnerà sempre più col Credito Mobiliare, cfr. B.N.F., Carte Digny, Bàldnino a Digny, Firenze, 13 ottobre 1868, Firenze, 15 loglio *69, Firenze, 16 luglio '69. Gli stretti rapporti fra l'uomo di Bastogi, Balanino, e U Ministro delle Finanze sono poi ulteriormente chiariti dal consiglio del finanziere genovese a Digny circa i codici cifrali du adoperare con rinviato a Parigi: e Volendo cambiare il numero di codice io lo cambierei por corrispondenza onde il Collarini non si ingannasse e per spiegarlo meglio > ( B.N.F., Carte Digny, Balduina a Digny* Firenze, 7 marzo 1869).
8) R.N.F., Carte Digny, WL Walewska a Digny, Parigi, 15 luglio 1868. 4) Ibidem. GB anacoluti sono nel testo.