Rassegna storica del Risorgimento
CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
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Romano Paolo Coppifd
certo avaro di consigli in tal senso, dal momento che era personalmente interessato al Credito Mobiliare. Sarà infatti Bombrini che si premurerà di rispondere in maniera altera ai vari Istituti che nell'operazione non vedranno completamente soddisfatti i loro appetiti. ')
La società che avrebbe dovuto anticipare all'erario 180 milioni in oro, ottenuti per mezzo dell'emissione di obbligazioni garantite dallo Stato italiano, sarebbe stata composta di capitalisti in prevalenza italiani. Ne facevano parte infatti il principale promotore Domenico Balduino, che rappresentava se stesso ed il nome di altri stabilimenti, capitalisti e banchieri suoi cointeressati, fra cui Bastogi (che non comparve però direttamente) e il duca di Galliera (con 20 milioni). Vi entravano inoltre, in rappresentanza del capitale straniero, Giacomo Stern e Edmond Joubert cioè l'equipe della Banque de Paris e del Crédit Fonder, istituto questo molto vicino alla Casa imperiale, e che, fin dalla sua costituzione non aveva mai avuto rapporti troppo buoni con la casa Hothschild. Tali banchieri, oltre a rappresentare se stessi, erano anche delegati di altre società, facenti capo a dei lontani cugini dei Rothschild, gli Stern A. J. Stern e C, Stern Brothers di Londra, Jacob H. S. Stern di Francoforte ed ai banchieri Antonio Schmapper e Samuel de Haber, che dovevano servire a collocare le obbligazioni sulle varie piazze europee.
Questa necessità aveva convinto anche Balduino a lasciare agli altri istituti un poco più di spazio di quanto egli non sarebbe stato propenso a concederne in un primo tempo. È ormai chiaro infatti che non reggeva la giustificazione di Digny, il quale intendeva minimizzare la partecipazione del Credito Mobiliare affermando che aveva voluto che non si dicesse che [egli] trascurava gli stabilimenti italiani in una operazione di tanta importanza .2) In realtà chi faceva la parte del leone nell'affare era proprio l'istituto del Balduino, mentre la partecipazione di tutti gli altri istituii serviva solo a coprire la preponderanza del gruppo italiano: è per questa ragione che Digny cercava di dimostrare, davanti alle Camere, il rilevante numero degli aderenti alla convenzione, oltre gli stipulanti. Faceva perciò -i nomi di alcuni fra i più noti banchieri d'Europa, quali i Caen di Anversa, BischoiTheim Goldschmidt di Londra e Francoforte, ed Erlangcr per 25 milioni; i Fould per 10 milioni, Haffer e C. e Weber Gotz per 10 milioni, e, non contento di tutti questi bei nomi che avreb-
T' JEAN HO ti VI EH, Las interventi ons banetnres francaises dona quGt.qu.es tgrands affaire* > de l'unite itali tume, in Annali Feltrinelli 19611 Milano, 1962, pp. 224-233; efr, in particolare p. 229.
3) Atd Parlamentari, Camera lei Deputati, Discussioni cfr. l'intervento di Digny nel dibattito sulla Regio, 7 agosto 1868, p. 4450. Sugli aspani tecnici dell'operazione oltre ni Ptebano, op. di., p. 191 ngg. vod. anche Eric MIMO CORRINO, Annali dell'economia italiana, Gitti di Castello, 1931, voi. 1, p. 252 sgg. e I. SACHS, op. clt pp. 66 e 40? sgg.