Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <209>
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L. G. de Cambray Digny 1865-1869 209
bero dovuto assicurare il successo dell'operazione, concludeva ... e molli altri potrei citare di uguale importanza . In realtà Digny, per soddisfare tutti questi capitalisti, si era riservato 40 milioni da distribuire comme il entendait cosi si esprimeva un inviato del Crédit Lyonnais fra le varie Case europee, in modo da contentare i diversi finanzieri che si mo­stravano urtati per le soverchie concessioni fatte al gruppo italiano. Chi in verità fece la distribuzione e ridimensionò perfino le cifre promesse dal Ministro, fu Balduino, il quale ormai si comportava da vero padrone della finanza.
Il banchiere Weber, a cui era stata proposta fra i primi la convenzione, faceva le spese dell'ostilità di Balduino, e si vedeva soffiare la sperata parte più grossa. Il banchiere genovese poteva permettersi di incitare il ministro delle Finanze ad escludere il Weber, e vi riusciva, motivando la sua avver­sione per il concorrente solo sulla base della sua personale antipatia; insom­ma non aveva bisogno di portare alcun solido argomento, ma perfino una sua impressione era sufficiente a determinare una scelta di Digny: A me pare che non vi sia tutta la franchezza che desidererei , scriveva Bal­duino e Weber si vedeva rifiutare tutte le promesse su cui aveva contato. Allo stesso banchiere parigino non sfuggivano le riserve che da parte ita­liana si avevano nei suoi confronti, e di ciò si lamentava con Digny:
Après les divers enfcretiens eroe j'ai en Fhonneur d'avoir avec V.E., je ne me serais jamais douté que l'on finirail par me proposer comme au premier vena, noe pari quelconque dans l'affair, en me disani que c'est à prendre ou à lajsser, et pourtant c'est je crois ce qui arriverà, si V.E. ne manifeste pas serieù-eement à M. Balduino le desir qu'elle m'a plusieurs foie exprimé, de voir entrer des premiere nos denx maisons dans l'affaire et fìgurer nos noma parmi les membrés du Conseil d'adniiniStration .2)
Il direttore del Credito Mobiliare e lo atesso Bombrini non si mostra­vano infatti per niente contenti del desiderio delle maggiori case europee di entrare nell'affare, e, con la propria partecipazione, diminuire i vantaggi che i banchieri italiani speravano: dovevano però cercare di soddisfare al­meno un poco i desideri di Digny, che non voleva troppo scopertamente far apparire i favori accordati agli istituti nazionali, e che d'altro canto aveva bisogno dell'appoggio della finanza straniera, che si impegnasse nell'emis-sione delle obbligazioni. Esigenza questa sentita peraltro anche dai ban­chieri italiani che comprendevano la necessità di interessare alla .Regia il maggior numero degli istituti esteri, ma nello stesso tempo non trascura­vano di contenere nei limiti del possibile la entità della loro partecipazione.
i) B.N.F.. Gotte Digny, Balduino a Digny, Torino, 1" giugno inoli. 2) Ibidem. Weber a Digny, Fi renai?, 21 giugno 1868.