Rassegna storica del Risorgimento
CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
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1970
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L. G. de Cambra? Digny 1865-1869 211
stro si cara riservato. Era quanto accadeva alla Casa Weber, che dalle grandi speranze nutrite ai primi di giugno, doveva ora soddisfarsi di una quota ridotta a 9 milioni e da dividere con la Buffer e C; a tale cifra erano stati portati anche i 10 milioni promessi alla Soc. Fould e ad Erlanger, *' mentre quella degli altri gruppi che avrebbe dovuto essere di 25 milioni, era ridotta a circa 20.
La conclusione dell'operazione aveva dato, ai più vari settori della opinione pubblica italiana, l'impressione di una rinnovata potenza del gruppo consorte.2* I burgravi della Destra avevano raggiunto una tale posizione di dominio, che ogni loro obiettivo veniva immediatamente realizzato nell'opera del ministero, che ogni giorno di più veniva a gravitare intorno al ministro delle Finanze.
Questi aveva cominciato a lavorare nel ministero, quasi in sordina; non aveva suscitato immediatamente contro di sé la marea di regionalismi, come era accaduto ogni volta che ad uno dei dicasteri-chiave era preposto un toscano; si potrebbe dire che dalla quasi totalità degli ambienti politici era stato accolto con una notevole indifferenza, che solo in seguito si era trasformata nelle non poche simpatie di cui godette. X moderati toscani non avevano dubitato neppure un attimo che Cambray-Digny avrebbe perseguito gli obiettivi che ogni ministro consorte aveva sempre fatto propri. Avevano semmai avuto timori, od almeno qualche perplessità sulle sue capacità; in effetti, se nel 1867 nessuno aveva giudicato Digny un ministro di parte consorte, tanto meno avrebbe potuto essere ritenuto capace di condurre a termine, tanto abilmente, alcune operazioni finanziarie che sconvolgevano i tradizionali rapporti con la finanza europea.
Questo obiettivo da tempo perseguito dai più influenti ambienti del moderatismo toscano, trovava ora un inizio di realizzazione; pertanto il fattivo appoggio degli amici e dei mezzi di cui potevano disporre fu concesso senza riserve al compimento dell'opera di Cambray-Digny. Particolarmente illuminante appare l'assidua partecipazione dei membri della Consorterìa al lavori del Parlamento e delle sue commissioni. I Toscani, i quali frequentemente si erano fatti rimproverare e richiamare dalla Nazione ad un più continuo adempimento dei loro doveri, in questo momento erano presenti a tutte le riunioni ed operavano affinché gli unici della Camera fossero composti da persone favorevoli alla convenzione. Il loro intento era brillantemente raggiunto e ben cinque dei nove commissari.
i) Veti, la noia dei partecipanti nTToperusione, fornita da Bulduìno a Digny, unita alla lettere inviatagli dalla Direzione 22 luglio 1869 (B.N.F., Carta Digny).
*> Era anche fi giudizio espresso da M. Costelli a fJ. Dina, a proposito dei To> *cuni i quali e sanno quel che vogliono, in questo affare comò nel resto; ed u Firenze pomo/io localmente a materialmente , efr. MICHELANGELO CASTELLI, Carteggio Politico a cura di Loira CtttAtA, Torino, 1800-1891, voi. II, p* 3*5.