Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <213>
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L. G. tu Cambray Digny 1865-1869 213
non mancava di essere sfrattata, quasi sempre grossolanamente, per spez­zare ancora una freccia in favore dì questa operazione. Mentre la maggior parte della stampa italiana si mostrava ostile alla convenzione, La Nazione conduceva lo sparuto gruppo dei favorevoli, con una acidità tanto più grande quanto maggiore scorgeva il suo isolamento. Fra le grandi testate solo La Perseveranza si era dichiarata favorevole alla Regia, ma il Bonghi si era guardato bene dall'esporsi troppo, ed impelagarsi nelle inevitabili po­lemiche che sarebbero certamente sorte. Toccò perciò alla Nazione soste­nere l'opposizione alle critiche del Ferrara, che, sulle colonne dell'autorevole foglio del Dina, aveva iniziato un esame alquanto approfondito della con­venzione. Il giornale fiorentino ormai pensava solo quanto faceva piacere al Credito Mobiliare, e la scelta dell'interlocutore del Ferrara ne era una chiara dimostrazione. Si trattò infatti di quell'Antonio Monghini che già si è visto legato all'istituto del Balduina. X lettori della Nazione dovettero sorbirsi una serie di articoli irti di cifre, terreno sa cui forse pochi poterono seguire il Monghini. Saltava però immediatamente agli occhi la mancanza di qualunque criterio che non fosse Futilità della società contraente, men­tre allo Stato non restava che la possibilità di contrarre un prestito, e non il più vantaggioso e liberarsi della gestione di una azienda, che in definitiva non andava così male come si voleva far credere. I più piccoli fogli fio­rentini, tutti molto vicini alla classe dirigente locale, se non erano addi­rittura finanziati dai suoi esponenti più in vista, iniziarono immediata­mente il loro coro, quasi sempre inconcludente, dietro ai giudizi della Nazione e del Monghini, il quale conduceva la polemica col Ferrara con la volgarità di chi difetta di sane argomentazioni. A titolo di esempio, si può ricordare come il Monghini, un giorno in cui non aveva niente da contrapporre ad una obiezione del Ferrara, non sia riuscito ad altro che a porsi la meravigliata domanda: a come potevano attendersi da un si grande scienziato tanta povertà di idee, e tanta meschineria di obiezioni e di ragionamento? . ' '
Non occorreva peraltro la scienza economica del Ferrara per dimo­strare che la convenzione si sarebbe tradotta in un ottimo affare per i contraenti. Questa realtà era stata immediatamente compresa da tutti i giornali: unica la Nazione continuava a pretendere di gabellare i finanzia­tori del prestito per dei benemeriti della comunità.s) Infatti la maggior parte dei quotidiani se non osteggiavano la convenzione, lo facevano solo in vista delle necessità dell'erario e per evitare una crisi politica che si sarebbe presentata di difficile risoluzione. Sulla improcrastinabile necessità
1) La Mozione, 17 luglio 1868.
2) La Nazione* 7 luglio 1868, in polemico con La Gazzetta Piemontese del S luglio 1868.