Rassegna storica del Risorgimento
CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno
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1970
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pagina
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215
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L. G. de Cambray Digny 1865-1869 215
era la stessa che aveva presieduto alla fondazione della Società delle Strade Ferrate Meridionali,1} ma questa più dell'altra portava il marchio toscano. Infatti a differenza della esecuzione della rete ferroviaria, ora non si trattava di una impresa produttiva, atta a stimolare nuova ricchezza, attraverso la creazione di infrastrutture necessarie al decollo dell'arretrata economia italiana. Il fine della Convenzione dei Tabacchi non fu certo l'incremento del capitale fisso sociale, ma fu quello speculativo tanto caro ai toscani, i quali videro sempre con favore questa forma di investimenti in obbligazioni garantite dallo Stato particolarmente gradita ai gusti e alle preferenze dei ceti agricoli, del grosso proprietario, e del piccolo colono .
Cambray-Digny era così riuscito a servire più di qualunque altro i tradizionali interessi e preferenze toscane: il proprietario terriero non aveva mal calcolato il desiderio della finanza italiana, che, proprio in Firenze e nei moderati, aveva una delle sue roccaforti, di sciogliersi dalla tutela francese. Digny era andato ben oltre ed aveva cercato di favorire la creazione di un autonomo credito nazionale, libero anche da ogni ipoteca straniera, perfino da quella inglese, il cui appoggio in tm primo tempo era stato necessario al rafforzamento di molte iniziative italiane. Durante le trattative della Regìa, la finanza nazionale e il ministro delle Finanze avevano potuto trascurare le lusinghiere offerte del banchiere De Kervén-guen: questi aveva presentato al ministro una sua offerta di contratto a nome della società inglese M.M. Sutton e Ommaney, Sollicitors 40 Coleman st. Londre. È ovvio che sia da prendere con qualche riserva la lettera ed i lamenti ) di un banchiere deluso per la mancata conclusione di un contratto, ma è certo che le proposte fatte dalla società inglese al ministro delle Finanze (proposte di cui non si è trovata alcuna documentazione nel carteggio Digny, almeno allo stato attuale di ordinamento) apparivano molto attraenti e le condizioni di gran lunga più favorevoli di quelle di Bai duino. L'appoggio e la partecipazione della banca straniera era stato in qualche misura necessario per piazzare le obbligazioni della Regìa, che ovunque furono accolte in maniera insperata sui principali mercati europei. Indicativo fu però il successo ottenuto dalla emissione in Italia, ove fu acquistata una quantità di obbligazioni pari a quella venduta in tutto il resto d'Europa.4* La finanza italiana non si era data pensiero dei nuovi
i) M. CASTELLI, Carteggio clL, p. 350, cosi confidava Lonza a Castelli.
i) ROSARIO ROMEO, Capitalismo e Risorgimento, Bori, 1959. p. 138.
s) Cfr. Carte di G. Lanrn, Torino, 1937, voi. IV, p. 204, De Kervinguen a Lanca, 5 agosto 1868.
il) V. ]a polemica di stampa intrecciatasi fra la Riforma (10, 12, 15 ottobre 1868). La Nazione (11, 16, 18 ottobre 1868) e L'Opinione (11, 12, 20 ottobre 1868).