Rassegna storica del Risorgimento
CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
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1970
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216 Ramano Paulo Coppini
balzelli che stavano per gravare la nazione ed ormai dava una prima prova di forza, la soddisfazione per la quale traspariva chiara nelle parole con cui BaUluino si congratulava con Digny, affinché come ministro e come italiano possa rallegrarsi nel vedere ohe il nostro paese comincia a mostrare le sue forze e la fiducia che ha nella presente amministrazione . '*
Gli unici ambienti però in cui il ministero riscuoteva ancora una qualche fiducia erano quelli finanziari, mentre proprio dalla discussione ed approvazione della Convenzione, che lo aveva illustralo di fronte ai grossi gruppi capitalistici, usciva malconcio non solo il ministro delle finanze, ma l'intera compagine governativa. Si inizia un lungo periodo di crisi da cui anche i due rami del Parlamento furono condannati ad una parziale inerzia, contrastante con l'intensa attività a cui il Legislativo era stato sottoposto durante questo primo periodo dal ministero Menabrea-Digny. Anche i rimpasti e le aperture ai mordiniani ed ai permanenti non servirono a dare nuova vita e slancio al provato ministero, ma se uno degli scopi della gestione Digny era stato quello di rafforzare il capitale nazionale, è certo che in questo era pienamente riuscito. I finanzieri italiani acquistavano l'improvvisa sicurezza e talvolta lo sprezzante comportamento di chi finalmente si è liberato da una lunga e mal sopportata tutela: secondo l'espressione di un banchiere straniero, diventava a de plus en plus difficile travailler avec les groupes italiens 54P' che ormai cercavano di rimanere gli onici amministratori anche in quelle società, in cui fino ad ora avevano sopportato il condominio. 1 Francesi che avevano dovuto accettare le condizioni dei gruppi italiani in quella che il Plebano ha giudicato una delle più splendide e più lucrose imprese che siano state trattate in Italia , si vedevano ora estromessi dai tradizionali posti direttivi. A conferma della nuova, più favorevole situazione in cui si trovava ad operare il capitale italiano veniva ora il rinnovo del consiglio di amministrazione delle Ferrovie Romane, che offrì l'occasione per un aperto scontro fra i gruppi italiani e stranieri.
Allorché si avvicinò il rinnovo doveva cadere ai primi del 1869 delle cariche delle società, Carlo Fenzi, uno dei maggiori partecipanti italiani agli interessi delle SS.FF. Romane, intensificò le pressioni sul ministro delle Finanze affinché l'amministrazione di queste usc[isse] dalle mani di coloro che hanno interessi diversi e spesso in conflitto con quelli della Società che dovrebbero difendere . '" Fenzi alludeva ovviamente a quei banchieri parigini che facevano capo alla Sociélé de Crédit Industriali
1) Da unii lettera di Uiilduino Digny I B.N.F., dirle Digny, Firenze, 10 ottobre 1868), sulla emissione delle obbligazioni e sui calcoli relativi*
2) Ved. in E. RAGIONIERI, op. eh., p. 142.
*) B.iS.F., Curie Digny, Cucio Fenzi. a Digny, Firenze* 22 settembre 1868.