Rassegna storica del Risorgimento

CAMBRAY DIGNY LUIGI GUGLIELMO; CONSORTERIA; ITALIA POLITICA FIN
anno <1970>   pagina <217>
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L. G. rie Cambruy Digny 1865-1869 217
subentrata al dissesto di Mirès. Nei confronli delle Ferrovie Romane ser­peggiava un diffuso malumore, non solo fra i ceti finanziari, ma soprattutto fra i nascenti gruppi industriali, i quali mal sopportavano che le commesse di materiali per le costruzioni. le carrozze e locomotive fossero ordinate soltanto all'estero.
La presenza di Carabray-Digny alle Finanze, sembrava offrire l'occa­sione propizia all'attuazione di un rivolgimento nelle cariche che avrebbe dovuto verificarsi attraverso la nomina, spettante al governo, di alcuni membri del consiglio di amministrazione, non legati agli interessi francesi. Tali membri avrebbero dovuto far pendere la maggioranza dalla parte italiana. Lo stesso Fenzi non nascondeva a Digny le difficoltà di questa operazione, ma era convinto che valesse la pena di tentarla:
... io non mi. nascondo che la pillola sarà dura a farsi ingoiare dai fran­cesi, che strepiteranno e non vorranno accettare, ma in fondo non credo che spìngeranno le cose agli estremi per non rischiare il giusto sicuro, contro la speranza di avere di più.'J
Digny non ebbe difficoltà ad accogliere i consigli di Fenzi, e proce­dette alla nomina dei membri governativi secondo i suoi suggerimenti. Entrarono in tal modo a far parte del consiglio di amministrazione, alcuni finanzieri, fra cui Giuseppe Garzoni e Giacomo De Martino, la cui pre­senza fu essenziale a determinare la prevalenza del capitale italiano negli organi amministrativi della società e il cui effetto si tradusse immediata­mente nella elezione a presidente ed a direttore generale, rispettivamente del cav. Tommaso Mangani e del comm. Giacomo De Martino, persone legate ai tradizionali interessi del moderatismo toscano. Anche in questa occasione, comunque, si era trattato della scalata di un gruppo desideroso di contrastare 3 potere ai rivali, ma in realtà senza alcuna capacità, o volontà nonostante le proteste in tal senso da parte del Fenzi , di offrire una alternativa atta a sanare la grave situazione di crisi in cui si trovava la Società.
È certo però ebe i consorti erano finalmente riusciti ad acquistare una maggiore indipendenza in alcuni centri di potere, in cui più massiccia era la loro partecipazione* Questa esigenza aveva dato un'impronta alla loro azione fino dai primi anni dell'unità, ma soltanto in questi tempi un ministro, uscito dal loro seno, potè, aiutato anche da alcune favorevoli circostanze, iniziarne la concreta attuazione. L'istituzione del corso forzoso,
i) Ibidem, U malumore dei grappi italiani, od in pnrtieoluro fiorentini, era acuito anche dalle non prospere condizioni della società, che di li a pochi anni hi sarebbe trovata tmD'orJo del dissesto, a cui potè rimediare soltanto l'intervento governativo.