Rassegna storica del Risorgimento

CLERO ROMA 1849; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1970>   pagina <228>
immagine non disponibile

228
Edoardo Laureano
* * *
Due anni di reclusione toccarono a don Benedetto Picchi, come allo Staderini, con la differenza che unico e non triplice era il suo reato: la lesa maestà. Più la solita sospensione a divini >. Egli aveva preso parte alla cerimonia religiosa ordinata dalla repubblica in S. Pietro per il giorno di Pasqua: funse da suddiacono alla messa celebrata da un sacerdote Scoppola o Spola. Quest'ultimo, stranamente, non figura non solo tra i processati, ma neanche tra coloro che furono sospettati di repubblicanesimo, proprio per la cerimonia.*)
Diciotto giorni dopo il crollo della Repubblica don Picchi è già rin­chiuso in Castel S. Angelo: di là scrive al cardinal vicario per difendere il suo operato e per accusare altri sacerdoti, Nivoloni, Pancera, Campinchi, più colpevoli di lui.2) Purtroppo non son venuti alla luce documenti che con­fermino o smentiscano le accuse del Picchi.
Questi poi evase dal carcere con gli altri pochi di cui si è detto. Ripreso, fu condannato; ottenne poi il parziale condono e si rifugiò a Poggio Mirteto, senza più far ritorno alla sua diocesi di Vallecupola.
* * *
Quindici giorni di esercizi spirituali e la sospensione a divinis fu­rono la pena comminata al reverendo Giacomo Rostagni, senza alcuna indica­zione del reato da lui commesso.
Solo un documento ce Io presenta come sospettato di repubblicanesimo. Si può, quindi, concludere che probabilmente il sospetto aveva trovato con­ferma. Sintomatica, però, la pena molto tenue.
* *
Don Vincenzo Maciocchi si trova sul banco degli imputati perché si era unito agli altri nella fuga dal carcere. Non ci è dato sapere perché vi si trovasse. E nel processo il suo caso viene rimandato ad altra seduta. Un docu­mento ce lo presenta come sospettato di aver votato in favore della Costi­tuente. Sarebbe quindi molto utile reperire qualche fonte che trasformi il sospetto in certezza o che fornisca altro motivo della sua detenzione.
i) In realti furono presenti alla cerimonia di Pasqua il Ventura, il Gavazzi, lo Spola, il Picchi e dodici sacerdoti invitati dal Circolo Popolare (tra questi ultimi fu anche don Giacomo Scarpinati, che non figura tra i processati). Un documento poi che elenca tutti l preti sospettati di aver aderito alla Repubblica, fa il nome di Giovanni Romboidi come celebrante noi giorno di Pasqua. Ma le fonti attendibili lo escludono*
2) Don Campinoli!, al dire del Picchi, avrebbe votato per la Costituente, eccitando in favore di casa anche la gioventù. Don Pancera avrebbe raccolto con minacce e per secondi Ani del danaro per la cansa repubblicana. Contro don Nivoloni il Picchi non formula accuse precise ma solo generiche. Tutti e tre, secondo il Picchi, erano cap­pellani all'ospedale di S. Spirilo in Sassia.