Rassegna storica del Risorgimento

CLERO ROMA 1849; REPUBBLICA ROMANA 1849
anno <1970>   pagina <231>
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Il clero e la Repubblica romana 231
Il secondo momento è un'altra cerimonia politico-religiosa tenutasi in S. Pietro in Vaticano il giorno 11 febbraio.
Si voleva solennizzare con una S. Messa ed il canto del Te Dettiti la proda* mazione della Repubblica avvenuta nella notte tra 1*8 e il 9 dello stesso mese. Mentre tutti i canonici di S. Pietro fecero del loro meglio per opporsi al divi* samento, ci fu nuovamente il Giovannetti che si mise ben volentieri a dispo­sizione.
Il terzo avvenimento riguarda la distruzione delle carrozze cardinalizie: alla quale, secondo i giudici del Tribunale, il Giovannetti prese parte attiva e stimolante; mentre, se si presta fede alle ripetute asserzioni dell'imputato, biso­gnerebbe ascrivere a suo merito l'aver salvato dal vandalismo alcune carrozze.
Queste notizie si ricavano da altra fonte* perché il verbale del processo non parla di lesa maestà o di altro titolo di reato: si limita alla sentenza in maniera netta, aggiungendo con una formula secondaria che il Giovannetti dovrà essere giudicato dalla S, Consulta per la sua responsabilità nella distruzione delle carrozze.
Intanto si può concludere dicendo che per ben due volte evase dal carcere e che dopo la seconda fuga sorsero conflitti di competenza tra il governo ponti­ficio e quello toscano cui apparteneva per nascita il Giovannetti.
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La continuazione delle ricerche archivistiche dovrebbe apportare maggior luce sulle vicende di tanti altri sacerdoti che non figurano processati, ma sui quali si hanno piccole notizie, sicure per alcuni, dubbie per altri, che li fanno includere nel novero degli ecclesiastici favorevoli alla Repubblica. *)
1) I nomi di questi ecclesiàstici che non figurano processati sono i seguenti : Spola Luigi, già ricordato per la cerimonia della Pasqua; Desantis Pietro, ex agostiniano, che fu cappellano di ospedale; Covilti Ernesto Emilio, cappellano di ospedale, che impazzi durante la detenzione preventiva in attesa del probabile processo; Prada Fi lippo, fuggito a Malta, che venne colpito da provvedimenti disciplinari del Vicariato mentre si trovava nell'isola per aver tenuto discorsi liberali; D'Onofrio Michele ed Del Monaco Emilio, di cui si occupò la Legazione delle Due Sicilie presso la Santa Sede per accuse generiche di repubblicanesimo e per cattiva condona; i preti accusali da don Picchi: Niyoloni, Pancera, Carapinchi e Mancini; Scarpinati Giacomo, incorso nelle censure ecclesiastiche per il voto alla Costituente e per la partecipazione alla funzione di Pasqua; Gioia, commendatore dell'ospedale di S. Spirito in Saseia, che favorì l'allontanamento di don Vincenzo Palloni e dei suoi collaboratori nell'assistenza spirituale ai degenti; Casciur Abram, vescovo degradato di Mcnfi, che fu liberato dai repubblicani daliu detenzione nelle carceri del S. Ufficio; Capo Domenico che fu deferito alla S. Consulta per detenzione di monete repubblicane; Massarenti Marcello, accusato genericamente ed obbligato a lasciare Roma per ordine del Vicariato: Bozzo Filippo e Nasini Filiberto- conia il Massarenti ; alcuni sacerdoti polacchi di S Claudio dei Borgognoni, che eccitarono i loro connazionali a prò della Repubblica; Du Maine Bonaventura consigliare dèi Circolo Popolare; Balducci Marco, che fu l'unico dei cappellani pontifici a tradire la causa dei governo papale (tutti gii altri seguirono l'esempio del loro veterano don Pietro Sabatini, rifiutando di prostare giuramento alla Repubbica e perdendo cosi l'incarico od 11 grado); Vicari Paolo, cappellano al campo (già cappellano dei Turioni a); un tale Antossi o Anfossi, cappellano di ospe-