Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDINI; VITERBO STORIA 1867
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1970
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Il 1867 a Viterbo 245
mila ma pur sèmpre onerosa. Quindi fu costituita una giunta municipale rivoluzionaria, i cui esponenti furono i Tauretti, Cesare Paoletti, Enrico Piccioni e Pietro Moschini ed il venlinove ottobre fu tenuta al municipio un'adunanza di cittadini. *J
11 primo ingresso in Soriano fu audacemente effettuato il 29 settembre da soli cinque garibaldini, che armati di baionette, assalirono la caserma, tenuta d'altronde da solo tre gendarmi ed un carabiniere, e requisirono armi, coperte e stivali. Poco dopo dalla via di Bomarzo giunsero altri quaranta volontari agi* tanti il tricolore, i quali, assalita la rocca, liberarono i due detenuti politici Paolo Corsi e Luigi Valeri. Occupata poi la residenza del governatore e requisiti 40 scudi all'esattoria comunale, verso le cinque pomeridiane lasciarono il paese dirigendosi verso Viterbo, seguiti da una decina di Sorianesi, tra cui il Corsi. Appena usciti dalle mura, requisirono la corrispondenza ufficiale in arrivo. 2) Non solo a Soriano, ma, vedremo, anche in altri paesi l'impresa garibaldina, non potendosi stabilizzare in occupazione permanente per la mancanza di uomini e mezzi, si risolse in rapida incursione.
La riscossa pontificia parti da Montefìascone e si abbatté, il 5 ottobre, sui garibaldini di Bagnorea, occupata fin dal 29 settembre,8) Nel piano elaborato dal comando pontificio il paese di san Bonaventura rappresentava una delle punte strategiche (l'altra era Valentano) di due linee divergenti dal centro militare posto nella città falisca. L'operazione, diretta dal valoroso colonnello. Azzanesi, fu compiuta da 478 uomini bene equipaggiati: 4) l'accanita battaglia, durata tre ore, si concluse con la disfatta dei garibaldini, che ebbero tredici morti, molti feriti e centodieci prigionieri, tra cui il conte Pagliacci,3) un altro Corsi di nome Luigi e i due caprolatti fratelli Salvatori, distintisi nella presa di Acquapendente.8) Lievissime furono invece le perdite pontificie e questo divario si spiega col superiore armamento e l'avveduta tattica.
Dopo il colpo subito, la presenza dei volontari si diradò e di tutto il Patrimonio di San Pietro alla metà di ottobre restava loro saldamente in mano solo la punta estrema di Torre Alfina, incuneata negli ostili confini del regno, dove affluirono i laceri superstiti di Bagnorea e dove si trasferì l'Acerbi, che
!) Relazione del governatore di Acquapendente, busta 212.
zì Relazione del governatore di Soriano in data 30 settembre 1867, busta 212.
La famiglia Corsi di possidenti sorianesi diede un grande contributo alle vicende del Risorgimento in provincia di Viterbo, distinguendosi coi coraggiosi Paolo, Alessandro e Giovanni ed anche con tre figure di donne, Adelaide, Rosa e Domenica. Questi nomi son tutti schedati, con brevi cenni biografici, in un sunto dei pregiudicati politici, composto dal governatore di Soriano dr. Cesare Natali il 25 maggio 1861.
Il dottor Paolo Coni aveva allora ventisette anni; unitosi ai garibaldini con* trinai alla liberazione dei paesi vicini.
3) v. F. PKTKANGEM PAPMI, Un episodio della campagna garibaldina del 1867, la battaglia di Bagnorea, Roma, 1965.
4) Erano 175 zuavi, 230 soldati di linea, 20 dragoni, 5 gendarmi, 30 artiglieri e 18 infermicci.
6) Il conte Giovanni Pagliacci Sacelli, uno dei mussimi esponenti della nobiltà liberale viterbese, fu tribuno del Circolo popolare nel 184849.
e) V. per i particolari delle operazioni belliche F PBTKANCKM PAPÌNI, op. ciu, pp> 53-84. Per il ponto di vista reazionario sui precedenti e gli eventi del 1867, con par* tìcfihire riferimento alla battaglia di Bngnoreo, v. ANTONMAKIA BONETTI, Da Bagnorea a Mentana* Trento, 1891 e La Rosa, strenna viterbese del 1869, Viterbo, s.d.