Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDINI; VITERBO STORIA 1867
anno <1970>   pagina <247>
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// 1867 a Viterbo 247
fczionarono bandiere sabaude ricamate in oro ed argento pronte per festeggiare l'unione all'Italia. Il gonfaloniere cavalier Piero Buti, dopo qualche perplessità, ed il segretario comunale C. B. Basili fin dal primo momento aderirono alla dit­tatura garibaldina, verso la quale tuttavia una parte del paese si mantenne dif­fidente. Giuseppe Antonelli, Domenico Tassoni e Vincenzo Basili, invitati dal l'Acerbi a costituire la guardia civica, in un primo momento ricusarono; quindi lo fecero, per l'insistenza del prodittatore e per garantirai un armamento locale con cui far fronte ad eventuali estremismi dei volontari forestieri. *) In generale, infatti, le guardie civiche e paesane esercitarono un'influenza moderatrice, che fu poi riconosciuta dalle restaurate autorità papali.
Marciando da Valentano alla conquista di Montefiascone, il 28 ottobre i ga­ribaldini eran pure entrati nei due paesi rivieraschi del lago di Bolsena, Capo* dimonte e Marta, senza lasciarvi un presidio : si limitarono a qualche requisizione e a nominare commissioni amministrative, ottenendo nella prima località l'ade­sione del priore Domenico Ercolani e del segretario comunale Gaudenzi e nella seconda l'arruolamento di un certo numero di giovani nelle loro file. Di tanto in tanto qualche volontario si recò poi lì da Montefiascone. 2)
Prima ancora gli esuli di Bolsena Luigi Tosini, Giuseppe Mannelli, Ignazio Fioravanti e Francesco Nerucci, rientrati nel loro paese, vi costituirono una giunta municipale e la sera del 4 novembre si ebbe colà la fuggevole puntata di un distaccamento di truppa regolare italiana, che ripartì all'indomani.8)
Una permanenza più lunga delle truppe regie, sotto il comando del generale Cesare Ricotti, si ebbe a Civita Castellana, nella parte sud-orientale della pro­vìncia, da dove fecero una rapida puntata in Gallese, chiamate espressamente dal gonfaloniere Giuseppe Lattanti. Promotori del moto garibaldino in questa ultima località furono il medico Luigi Siciliani, il sorianese Luigi Borghesi ed il bettoliere Nicola Lattanzi di Corchiano, attivo anche nel suo paese insieme col mugnaio Filippo Abati. Fedeli al governo pontificio restarono invece Stab­bia e Calcata.s)
A Carbognauo il moto ebbe presa nel ceto più povero, guidato dal tabaccaio Paolo Kardocci, da Salvatore Bargiglioni e Pietro Migliarini; il Nardocci con un colpo di bastone mandò in pezzi il busto di Pio LX.ft)
Tranquilla rimase Nepi malgrado la gendarmeria fosse stata ritirata in Ronciglione, località strategicamente importante, che aveva dato un forte con­tributo all'emigrazione: 7) a Fabrica, dove si era avuto in agosto un tumulto per
l>) Dispacci del Comando Generale del corpo dei Cacciatori romani nella provincia di Viterbo al sindaco di Montefiascone. in data 29 ottobre, 30 ottobre, 1 novembre, 3 novembre, 6 novembre 1807, busta 213: Rapporto storico del governo di Montefiascone (n. 20 p.a., busta 234).
2J Rapporto storico, governo di Montefiascone, n, 20 p. s basta 234.
8) Rapporto storico, cit. (v. nota precedente).
4) Governo di Civita Castellana, n. 23, p.e., busta 234. Il bettoliere Nicola Lattanzi è presentato come un pessimo soggetto per reati comuni oltre elio politici.
0) Governo di Civita Castellana, n. 23, p.., busta 234.
6) Polizia provinciale di Viterbo, prot. riservato, posizione n. 138. busta 212. Nonostante le accuse per il grave atto, il Nardoaal non fu poi perseguito per man­canza di prove*
7) per il ritiro della gendarmeria da Nepi. v rubrica 13, posizione n. 5219,
basta 219. Gli emigrati da Ronciglione, appartenenti a vari ceti, erano seugantacinaue; la lista è conservata nello busta 213.